Calcio

Roberto Mancini e quelle "sirene" arabe: sarà ct dell'Arabia Saudita?

Le dimissioni di Roberto Mancini da ct della Nazionale. Si rincorrono le voci sul perché. E spunta la clamorosa indiscrezione

Roberto Mancini e quelle "sirene" arabe: sarà ct dell'Arabia Saudita?

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Il fulmine a ciel sereno sulle dimissioni da ct della Nazionale di Roberto Mancini potrebbe avere una motivazione molto profonda che andrebbe a finire nientemeno che sulla panchina della Nazionale dell'Arabia Saudita. Un'indiscrizione, quella che ha iniziato a circolare subito dopo l'addio agli Azzurri, che va assolutamente presa con le pinze ma che aiuterebbe a spiegare la rottura. Se fosse confermata, anche il Mancio si metterebbe in scia alle grandi stelle che stanno andando ad arricchire squadre di club sauditi. Non ci sarebbe soltanto questa clamorosa ipotesi ma anche qualche frizione con il presidente della Figc, Gabriele Gravina, sulla composizione dello staff.

La clamorosa indiscrezione

Per il momento, è bene ribadirlo, si tratta soltanto di un'indiscrezione. In queste ore convulse, come abbiamo visto sul Giornale.it, sono ancora poco chiare e piuttosto nebuolose le motivazioni che hanno spinto il 58enne nato a Jesi a dimettersi da guida della Nazionale. Per questo la "sirena" che lo porterebbe fin nella capitale saudita Riyadh non è da scartare ma tenere in considerazione. Percentuale di realizzazione? In questo momento senz'altro bassa ma non per questo non va menzionata. Nelle prossime ore, logicamente, si tenterà di capire per quali ragioni Mancini ha preso questa decisione in un momento così delicato quando, tra settembre e novembre, sono in programma le sei gare decisive per le qualificazioni all'Europeo del 2024 che si disputerà in Germania.

Le ipotesi

In ogni caso, fino a quando non arriverà un comunicato ufficiale da parte della Figc o se non parlerà il diretto interessato si andrà a tentoni: perché in questa domenica di metà agosto Roberto Mancini ha detto addio al suo rapporto con la Nazionale di calcio italiana? Il programma originale era quello di andare avanti, insieme alla Figc, almeno fino al 2026 quando il Mondiale si svolgerà tra Canada, Stati Uniti e Messico ma forse era una previsione troppo ottimistica. Ad aver pesato su questa scelta è probabile che ci sia anche la cocente delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali invernali in Qatar che stride, comunque, con la scelta degli uomini che Mancini voleva al suo fianco come Alberto Bollini nominato come suo vice ma anche l'inserimento di Andrea Barzagli e il rientro nello staff tecnico di Antonio Gagliardi.

Come ipotizzato da Dagospia, però, si sarebbe verificato anche qualche attrito tra Mancini e Gravina dopo l'addio di Evani da vice allenatore con il presidente Figc che avrebbe voluto inserire Leonardo Bonucci: anche questa situazione potrebbe aver portato alla scelta del Mancio di lasciare la guida della Nazionale italiana.

Il toto-nomi per il dopo Mancini

Per adesso, però, non c'è tempo per gli occhi lucidi e le rimuginazioni: la Figc non ha tempo da perdere perché l'Italia si troverà al più presto a giocarsi una fetta molto importante del suo futuro, ecco perché la panchina non può rimanere scoperta troppo a lungo. Sul Giornale abbiamo visto che si spazia da Luciano Spalletti che vive un "anno sabbatico" ad Antonio Conte che dopo essersi separato dal Tottenham non ha ancora trovato una sistemazione. Intanto, il mondo del calcio si interroga e stupisce su quanto accaduto nelle scorse ore. Si è detto "sorpreso, dispiaciuto e perplesso" il ministro dello Sport, Andrea Abodi, che ha sottolinea come "il tempo aiuterà a comprendere le ragioni di questa scelta e della tempistica".

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