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Il cavallo di Troia della sinistra americana

Nelle scorse ore, da Washington, sono infatti trapelate alcune voci sulla strategia che alcuni esponenti di spicco del Partito dell'asinello vorrebbero adottare per riconquistare la presidenza

Il cavallo di Troia della sinistra americana
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Maschio, bianco, eterosessuale e cristiano. È questo l'identikit del candidato alla Casa Bianca per il 2028. Con un particolare non di poco conto. Non si tratta del cv richiesto dai talent scout del Partito repubblicano per il successore di Donald Trump. Se così fosse stato, ci saremmo già dovuti sorbire l'assalto dei progressisti woke al Grand Old Party con accuse annesse di razzismo, suprematismo bianco e via blaterando. A pretendere un candidato wasp, invece, sarebbero proprio i democratici. Nelle scorse ore, da Washington, sono infatti trapelate alcune voci sulla strategia che alcuni esponenti di spicco del Partito dell'asinello vorrebbero adottare per riconquistare la presidenza. L'idea, discussa in via del tutto riservata, è, appunto, quella di candidare un uomo, possibilmente bianco, eterosessuale e cristiano. Se confermata, questa inversione di direzione, trapelata sul sito di informazione Axios, scardinerebbe anni di ideologia woke dedita a promuovere sempre e comunque la diversità, il femminismo più intransigente, le battaglie arcobaleno e, ovviamente, le minoranze religiose. E, sebbene di recente New York abbia incoronato sindaco il musulmano, ultra progressista Zohran Mamdani, sembrano sempre più lontani i tempi della vittoria di Barack Obama e di un eventuale passaggio di testimone alla moglie Michelle. Oggi, per contrastare l'onda Maga, al di là dei consensi di Trump, l'identikit presidenziale va adattato a un nuovo sentiment. Ma attenzione. Perché è solo strategia. I democratici non lo fanno certo perché si sono accorti dei danni fatti dall'ideologia woke e dal politicamente corretto, ma per un mero calcolo elettorale. Forse è stato un mero calcolo elettorale anche il progressismo spinto che ha riempito gli Stati Uniti e l'intero Occidente di schwa e asterischi, che ha portato a censurare libri e cacciare professori dalle università, che ha riempito licei e atenei di teorie gender, che ha devastato la pubblica amministrazione con inutili programmi di diversità e inclusione. Un calcolo per avere i voti di tutte le minoranze. Che, però, ha lasciato indietro tutti gli altri americani. Da qui l'input a candidare un maschio, bianco, eterosessuale e cristiano per recuperare l'elettorato dell'America profonda. Quello che fino a oggi hanno combattuto.

Una strategia che, però, è solo un cavallo di Troia per espugnare la Casa Bianca e poi avere mano libera e tornare a infettare gli Stati Uniti (e l'Occidente) con quel male che oggi chiamiamo woke e che domani camufferanno sotto altre spoglie.

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