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Ma con un "campo largo" in Comune la strada sarebbe in salita

Verri: "Poco credibile la proposta del Pd alleato con i 5 Stelle". I no di Raggi e Appendino ai 5 Cerchi

Ma con un "campo largo" in Comune la strada sarebbe in salita
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Milano guarda sempre avanti. A 11 anni dal successo di Expo 2015 (che ha portato a raddoppiare il numero dei turisti in città) si è appena chiusa con voti altissimi in pagella da parte degli atleti mondiali e del Cio l'edizione 2026 dei Giochi invernali Milano Cortina. E ieri di buon mattino è spuntata la candidatura alle Olimpiadi estive 2036 Milano-Genova-Torino, con la firma dei sindaci e dei governatori delle Regioni di centrodestra - Lombardia, Veneto e Piemonte - che potranno giocare un ruolo determinante anche questa volta per portare (davvero) a casa il progetto. Non sarebbe decollata la candidatura Milano-Cortina senza le garanzie del presidente lombardo Attilio Fontana e di Luca Zaia allora alla guida del Veneto. Hanno salvato la candidatura italiana dopo un caos creato dalla sindaca 5 Stelle di Torino Chiara Appendino (mi candido, non mi candido) e alla fine la città sotto la Mole è rimasta fuori dai Giochi, tra le proteste delle imprese piemontesi. Come non si può dimenticare nemmeno quando nel 2016 la sindaca M5S Virginia Raggi ritirò la candidatura di Roma ai Giochi estivi del 2024, con il solito slogan grillino "no alle Olimpiadi del mattone", scatenando le ire dell'ex presidente del Coni Malagò che aveva costruito il dossier (ma si è rifatto con Milano Cortina). A Milano e Torino si torna al voto nel 2027 e si può immaginare che in campagna elettorale il tema Olimpiadi sarà centrale e potrebbe dividere il cosiddetto campo largo. Se alle Politiche Pd-M5S saranno alleati, difficilmente proporranno una formula diversa nelle grandi città. E quindi è lecito, come fa il capogruppo della Lega Alessandro Verri, porre "una domanda politica". Sostiene che la candidatura alle Olimpiadi estive sia "una buona notizia. Il modello dei Giochi diffusi, fortemente voluto dalla Lega, ha già dimostrato di funzionare e di valorizzare territori e regioni amministrate dal centrodestra, pronte a giocare un ruolo da protagoniste a livello internazionale". Ma domanda, appunto, "come può essere credibile una candidatura sostenuta dal centrosinistra alleato dei signori del no 5 Stelle?". Beppe Sala, non ha dovuto farci i conti in consiglio quando nacque il dossier Milano Cortina, che ancora oggi contestano. Col campo largo in aula, in caso di vittoria alle Comunali, per il prossimo sindaco sarebbe un'altra storia. E "come può il Pd - aggiunge Verri - dirsi convintamente favorevole quando la sua segretaria nazionale non si è nemmeno presentata a Milano per le Olimpiadi invernali?". Elly Schlein non ha trovato il tempo. I consiglieri M5S a Torino e in Piemonte ieri hanno già sospeso il giudizio: "Favorevoli all'avvio di un percorso che coinvolge più territori e città" ma "prima di qualsiasi posizione servono dati chiari, trasparenti, verificabili, un confronto aperto con il territorio. Solo su queste basi sarà possibile valutare se esistono le condizioni per un percorso sostenibile.

Tant'è, a

tifare per le Olimpiadi italiane sono state ieri al TgR Lombardia le atlete vincenti di sci Sofia Goggia e Federica Brignone (nella foto) e snowboard Michela Moioli, testimonial con Goggia della candidatura Milano Cortina.

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