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Cantine, stelle e tortellini. Pavese, "l'altro" Naviglio

Il tratto urbano del canale che porta al Ticino è ricco di insegne come Nebbia, Contraste e Motelombroso

Cantine, stelle e tortellini. Pavese, "l'altro" Naviglio
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Il Naviglio Pavese è l'"altro" naviglio rispetto a quello Grande, che soprattutto nel primo tratto dalla Darsena, in Ripa di Porta Ticine, conosce una movida chiassosa e perenne. Il Naviglio Pavese, invece, conserva un'atmosfera più intima, con le "conche, le chiuse che servono a gestire il dislivello, a dare ogni tanto un tocco un po' campestre. Fino alla metà dello scorso secolo questo braccio di acqua era continuamente attraversato da imbarcazioni commerciali che trasportavano merci da Milano al Ticino e viceversa, oggi l'atmosfera è più quieta ma ci sono diversi indirizzi per costruire un itinerario gastronomico.

Nebbia Uno dei locali più interessanti nati nel dopo-Expo, una "bistrattoria" - ma più bistrot, in realtà - dall'atmosfera asciutta e industriale: tavoli nudi e una carta che cambia quotidianamente - ciò che favorisce i clienti abituali - e che propone un numero di piatti piuttosto ristretto che giocano su una tradizione sapientemente riletta. Punto forte la nobiltà degli ingredienti, valorizzati da accostamenti piuttosto audaci. Buona anche la carta dei vini, ricca di referenze inconsuete. In via Torricelli 15, a una cinquantina di metri dal Naviglio.

Contraste Altro locale "classico" della nuova Milano gastronomica, aperto una decina e passa di anni fa da quel geniacco di Matias Perdomo, uruguaiano, uno dei talenti più scintillanti, audaci e ingestibili dell'intera scena gastronomica italiana. Due i menu degustazione: Riflesso e Riflessioni, più convenzionale il primo, estremamente innovativo il secondo. Al numero 2 di via Meda. Ah, il ristorante ha una (meritatissima) stella Michelin.

Ai Balestrari sul Naviglio Pavese Lo spin off milanese di una celebre insegna romana - a Milano la cucina romana sembra non conoscere crisi - che nella capitale opera, nel rione di Campo de' Fiori, fin dal 1862. A Milano lo stile resta identico e i piatti sono quelli che ci si può aspettare, dai Tonnarelli cacio e pepe al Pollo alla cacciatora ai Carciofi alla romana. In via Ascanio Sforza, 13/15.

Sadler Incontri Dove prima c'era Chic'n Quick, il bistrot del grande Claudio Sadler, oggi c'è il suo spazio eventi in cui sviluppa concetti come le lezioni di cucina (calendario disponibile online) nel corso delle quali gli iscritti realizzano e degustano un intero menu "sadleriano". In via Ascanio Sforza 77.

Cantina Urbana Una vera "winery" metropolitana, dove il vino viene realizzato, affinato e degustato nel wine bar con cantina a vista, e con l'accompagnamento di taglieri, cicchetti e piatti da condividere. Da bere El Mos Bianco o Rosé, Tranatt Bianco, Naviglio Rosso. In via Sforza, 87.

Fourghetti Un'insegna dal percorso tormentato: era a Bologna e per un certo periodo il consulente era Bruno Barbieri. Poi lo spostamento a Milano, la cucina affidata all'ambizioso Giuseppe Gasperoni. Poi una pausa di riflessione e oggi ai fornelli c'è Alberto Caricchia, che propone un menu stringato ma ben realizzato. Da provare i Tortellini Fourghetti. Ambiente elegante e dai toni scuri, belle opere d'arte. La personalità ce la mette la titolare Silvia Belluzzi. In via Sforza 77.

Motelombroso In fondo alla parte urbana del Naviglio Grande, seminascosto, c'è questa oasi di pace, una sorta di retreat metropolitano con tocchi zen.

Tre sono le anime: i due titolari Alessandra Straccamore e Matteo Mazza e lo chef sardo Nicola Bonora, che propone la sua cucina intelligente, narrativa, talvolta spiazzante. Da anni lo candidiamo per una stella Michelin che - siamo certi - arriverà più prima che poi.

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