Case comunali affidate ad Aler Gli inquilini risparmiano il 10%

INCENTIVI All’azienda il 50% dei proventi degli affitti, ma sono previsti premi in base ai risultati

Case comunali affidate ad Aler Gli inquilini risparmiano il 10%

Ritorno al passato. Dopo sei anni la parentesi con i gestori privati per Palazzo Marino è definitivamente chiusa. O meglio: lo sarà dopo che Gefi, Pirelli e Romeo Gestioni avranno risposto in tribunale delle «gravi inadempienze» per cui il Comune nelle ultime due giunte ha deciso di fare causa alle società private. La gestione delle 30mila case comunali viene riaffidata dal primo ottobre ad Aler, che porta così il patrimonio di alloggi amministrati in città a quota 75mila. Più di 200mila persone, praticamente come tutti gli abitanti di Brescia. E l’assessore alla Casa Gianni Verga assicura vantaggi da subito per gli inquilini. Posto che l’ultima legge regionale ha fatto lievitare i canoni di affitto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, «con l’abbassamento delle spese per i servizi andremo incontro ai più bisognosi». Nella fase sperimentale del contratto il calo dei costi a carico degli inquilini «sarà del 10%, ma a regime arriverà anche al 15%». Già oggi, il costo dei servizi Aler è di 13,97 euro al metro quadro rispetto ai 18,02 dei gestori del patrimonio comunale. Riassumendo il senso dell’operazione, Verga garantisce che «avremo case gestite bene e che costeranno un po’ meno, vogliamo restituire al nostro patrimonio quel senso di edilizia pubblica che ha avuto fin dall’inizio del Novecento». Il costo a carico del Comune ammonterà a quasi 60 milioni di euro nei sei anni previsti dal contratto, contro i quasi 86 milioni dei tre gestori privati, un risparmio quindi di circa il 30%. Una novità assoluta: per dare un taglio al fenomeno dell’abusivismo e degli alloggi sfitti, il nuovo contratto prevede un sistema di sanzioni e incentivi. In pratica: il Comune corrisponderà ad Aler una quota fissa ad alloggio - fino a 23 euro al mese -, e non per metro quadro del palazzo, in più applicherà a questa un coefficiente negativo in presenza di appartamenti vuoti o abitati da famiglie abusive o in mora con i pagamenti, in modo da «arrivare a livelli di insignificanza per entrambi i fenomeni».
Tra gli impegni che sono richiesti all’Aler: una banca-dati unica del patrimonio comunale, l’autosostentamento e il pareggio di bilancio, l’aumento della qualità dei servizi, il passaggio da un sistema di manutenzione degli alloggi «in emergenza» a una gestione programmata, per non arrivare a intervenire sempre in casi limite come è successo in questi anni, con le ovvie proteste da parte degli inquilini. Sarà il Comune a riscuotere gli affitti, ma il 50% confluirà direttamente ad Aler mese per mese e il resto al momento del rendiconto, e sulla base dell’efficienza e degli obiettivi raggiunti. La consigliera del Pd Carmela Rozza avanza a questo proposito perplessità: «Voglio vederci chiaro, ma in sede di commissione Verga non ha risposto alle nostre domande. Vogliamo vedere i conti e capire, temo che il costo a carico del Comune sarà più elevato e i vantaggi per gli inquilini inesistenti».
A proposito del fenomeno dell’abusivismo, il vicesindaco Riccardo De Corato puntualizza invece che «come ha dichiarato il prefetto, non siamo in situazione di emergenza e non si sono nuove occupazioni. Quelle pregresse si sono ridotte al 3%, contro il 40% di Roma o Napoli».

Commenti

Grazie per il tuo commento