Casini: "Elezioni? Bossi non spaventa nessuno Serve un grande centro equidistante da Pdl e Pd"

Il leader dell'Udc attacca: "Basta con questo spauracchio. Facciamole! In questo Parlamento c'é una maggioranza ampia e diversa che a questi diktat non ci vuole stare". Cicchitto: "Maggioranza solida". Bondi: "Formula vaga". La Lega: "Casini sogna". Franceschini: "E' il tentativo numero 32"

Casini: "Elezioni? Bossi non spaventa nessuno 
Serve un grande centro equidistante da Pdl e Pd"

Chianciano (Siena) - "Noi oggi siamo decisivi ed il corteggiamento cui siamo sottoposti lo dimostra. Ieri dovevamo essere fatti fuori, ma domani faremo la forza di cambiamento del Paese perché questa politica non piace agli italiani". Lo afferma Pier Ferdinando Casini leader dell'Udc nel suo intervento conclusivo degli stati generali del centro a Chianciano. "L'alleanza contro Berlusconi è il miglior regalo che possiamo fare a Berlusconi stesso. Noi vogliamo cambiare il Paese con la forza delle nostre idee e non contro Berlusconi".

"Basta con questo spauracchio delle elezioni anticipate. Io dico, facciamole! In questo Parlamento c'é una maggioranza ampia e diversa che a questi diktat non ci vuole stare". Casini grida dal palco la risposta centrista alla minaccia della Lega. "Bossi non spaventa nessuno - aggiunge - e, se non glielo dice qualcun altro, in Parlamento una maggioranza si troverà ".

Grande centro "L'Udc tentenna? Noi non tentenniamo affatto, abbiamo vinto la nostra lotta contro il bipartitismo che è sepolto. E non accettiamo un'alleanza organica né con Pd né con il Pdl. La nostra equidistanza è strategica, è una posizione di forza". Così Pier Ferdinando Casini sull'ipotesi centrista. "La nostra idea di alleanze diverse sul territorio nazionale é coerente con il posizionamento del nostro partito". Casini rilancia il "grande centro, un nuovo rassemblement": il nuovo partito che l'Unione di centro vuole far nascere intende cambiare il sistema politico. C'é bisogno di partito nuovo; una forza di centro è l'unica in grado di cambiare il futuro paese". Casini ribadisce la linea a stringere alleanze a livello locale per le regionali: "L'idea di alleanze diverse sul territorio è coerente con la nostra politica. Ma siamo ad un bivio drammatico: o stiamo con il partito degli assessori o guardiamo alla nostra prospettiva politica. Io dico basta al partito degli assessori perché non possiamo svendere l'anima per qualche posticino di potere. Noi invece difenderemo i nostri principi perché diversamente sarebbe un tradimento verso gli elettori che ci hanno votato".

Cicchitto: maggioranza solida, toni bassi "Non partecipiamo a partite a poker. Per noi rimane ferma questa maggioranza. Quanto all'Udc, c'é da parte nostra apertura se l'Udc la smette con i toni aggressivi che sta usando in questi giorni". Così Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, commenta le parole di Pier Ferdinando Casini sulle "minacce" di Umberto Bossi di andare al voto anticipato e sull'esistenza in Parlamento di una maggioranza 'anti-Lega'.

Bondi: vaga formula politica Il 'grande centro' è solo "una vaga formula politica", mentre il governo e la maggioranza di centro destra "pensano al futuro, spendono ogni energia per risolvere i problemi degli italiani". E' questo, secondo Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, "ciò che allontana e distingue il presidente Silvio Berlusconi dalla sinistra e da una parte della classe politica italiana". "C'é una parte della classe politica - dice Bondi, replicando indirettamente a Pier Ferdinando Casini - che ancora si appaga e si balocca in vaghe formule politiche, come ad esempio quella del 'grande centro' che appassiona da decenni i cultori della materia, mentre c'é un leader politico, un governo, una maggioranza che, nel vivo di una crisi economica internazionale drammatica, spende ogni energia per fare, per risolvere i problemi, per affrontare la crisi, per sanare le divisioni, per tutelare gli interessi degli italiani, per pensare al futuro". "Anche questa, anzi soprattutto questa - conclude Bondi - a me pare la buona politica". 

La Lega: Casini sogna Casini, da vecchio democristiano, sogna con logiche da Prima Repubblica: si svegli, perché il mondo è cambiato" e questa maggioranza "durerà cinque anni". Lo dichiarano, in una nota congiunta, il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota, e il capogruppo leghista al Senato, Federico Bricolo. "Mentre lui fa i giochi di palazzo, noi invece pensiamo a risolvere i problemi della gente, facendo le riforme per cambiare il Paese e pensando a come adeguare i salari al reale costo della vita", sottolineano i due esponenti del Carroccio. "Questa maggioranza durerà - concludono i due capigruppo leghisti -, perché è legata da un programma condiviso di legislatura; ed anche grazie alla forza stabilizzatrice della Lega, durerà cinque anni".

L'attacco di Franceschini "Stiamo assistendo al 32/mo tentativo di fare il grande centro, perché si mette la parola grande davanti poi ci si accorge che è piccolo, residuale". Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, concludendo oggi il suo intervento alla scuola di formazione del Pd che si è svolta a Cortona. Franceschini ha parlato del grande centro nell'ambito di un discorso in cui sottolineava la necessità di "non tornare indietro rispetto al bipolarismo". "Il bipolarismo è in Europa e in tutto il mondo - ha detto Franceschini -, noi non possiamo tornare indietro e non vorrei che un giorno scoprissimo che il bipolarismo è stato creato attorno a Berlusconi e contro di lui". Franceschini ha ribadito, come già altre volte, che un conto è fare alleanze respingendo però l'ipotesi di vecchi modelli, come quello già visti, "che vanno da Mastella a Diliberto, da Dini a Pecoraro Scanio". 

L'Idv: è la solita musica "Le parole di Casini dimostrano che dagli stati generali di Chianciano non arriva nessuna novità, ma la linea dell'Udc rimane la stessa: mani libere per ottenere il massimo quando sarà il momento di stipulare un'alleanza con la destra". Attacca Casini anche Silvana Mura, deputata dell'Idv. "Le minacce alla Lega - aggiunge - vanno lette come segnali a Berlusconi più che come dichiarazione di guerra al governo. Peccato che gli unici a non accorgersene sono gli amici del Pd, che a turno, come fa oggi Franceschini, continuano a fare una corte serrata che viene puntualmente disattesa".

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