Caso Bari Il Csm protegge tutti i magistrati. Tranne quello che dà fastidio a Vendola

RomaQuesta volta, il Csm ha detto no. No alla pratica a tutela del pm di Bari, Desirée Digeronimo, titolare di una delle inchieste sul presunto intreccio politica-appalti nella sanità pugliese. Gli attacchi del governatore della Regione Nichi Vendola, per la Prima Commissione non ledono l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sono solo critiche «inopportune e inappropriate».
Palazzo de’ Marescialli, di solito così di manica larga sulle pratiche a tutela dei magistrati - 7 solo la scorsa settimana, di cui 4 per critiche fatte dal premier-, in questo caso liquida tutto con un buffetto sulla guancia di Vendola. Che commenta soddisfatto: «Diverse persone dovrebbero chiedermi scusa».
Eppure, l’esponente del centrosinistra non ci era andato affatto leggero. Nella lettera aperta al sostituto Digeronimo, pubblicata dalla stampa, parlava di una «permanente spettacolarizzazione» e di un uso «strumentale» dell’inchiesta per danneggiarlo e l’accusava di non «svolgere con obiettività» le sue indagini per colpa di alcune «anomalie», come la sua mancata astensione nonostante una «rete di amici e parenti» la influenzassero. Non basta, Vendola si lamentava per la scelta di trattenere sotto la competenza della Procura antimafia «una mole di carte che hanno attinenza con eventuali profili di illiceità nella pubblica amministrazione» e per la decisione di acquisire «atti che costituiscono il processo di gestazione di alcune leggi, come se le leggi fossero sindacabili dall’autorità inquirente». Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, aveva chiesto alla Commissione di pronunciarsi e i sei componenti, con un solo astenuto, hanno deciso che la Digeronimo non andava difesa. Quelle di Vendola erano «critiche a atti processuali», mica a lei. Che forse è stata troppo signora, dicendo che avrebbe continuato a seguire l’inchiesta con serenità. Per il Csm, ciò dimostra che nemmeno lei percepiva le dichiarazioni di Vendola come offese personali. E l’accusa di strumentalizzazione mediatica dell’inchiesta? Non voleva dire che il pm cercava i riflettori, ma piuttosto che li subiva. Solo Antonio Patrono,di Magistratura indipendente, ha avuto dei dubbi. Ha fatto notare, a quanto sembra, che le frasi di Vendola non sono tanto diverse da quelle di Berlusconi o degli altri politici che pochi giorni fa hanno convinto all’intervento il Csm per il caso Mills o il caso Englaro, ad esempio.
Sempre ieri, i servizi del Giornale sui magistrati che boicotterebbero la legge sul reato di clandestinità ha avuto un seguito al Csm. Il laico del Pdl Gianfranco Anedda ha chiesto l’apertura di un fascicolo sulla lettera inviata alle autorità dal presidente del Tribunale per i minorenni di Genova, Angelo Sansa; sulla circolare del capo della Procura di Torino, Giancarlo Caselli e sulle dichiarazioni contro i respingimenti dell’aggiunto di Milano, Armando Spataro.AMG