Caso Contrada, il 20 ottobre la decisione sul differimento della pena

Il tribunale di sorveglianza di Palermo ha chiesto un'ulteriore perizia medica. La difesa dell'ex 007 ha prodotto un certificato di invalidità al 100% e una relazione che attesta la mancanza di pericolosità sociale. E intanto si lavora alla revisione del processo

Si conoscerà il prossimo 20 ottobre il destino di Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde condannato in via definitiva a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, e attualmente agli arresti domiciliari, nella sua casa di Palermo, per motivi di salute. Il tribunale di sorveglianza, che avrebbe dovuto pronunciarsi oggi sulla richiesta presentata dal legale dell'ex 007, l'avvocato Giuseppe Lipera, di differimento pena per gravi motivi di salute, ha infatti deciso di rinviare tutto di un mese, alla data in cui lo stesso tribunale dovrà decidere se prorogare o meno il regime di detenzione domiciliare già concesso stante l'età - 79 anni lo scorso 2 settembre - e le gravi condizioni di salute.
All'udienza l'avvocato Lipera ha prodotto un certificato che attesta un'invalidità totale, del 100 per cento, e una relazione del questore, che attesta la mancanza di pericolosità sociale del detenuto. Insomma, le basi, in via documentale, perché l'istanza possa essere accolta. I giudici del tribunale di sorveglianza hanno comunque disposto un'ulteriore perizia medica sull'ex 007.
E mentre procede la battaglia per la scarcerazione va avanti anche quella per la revisione della condanna e dunque del processo. Il prossimo 29 ottobre la Corte di Cassazione dovrà decidere se annullare o meno l'ordinanza con cui la Corte d'Appello di Catania si è dichiarata incompetente rispetto all'istanza presentata nei mesi scorsi. E il 12 novembre sempre la Suprema corte dovrà stabilire se va confermata o meno l'archiviazione disposta dal Gip di Caltanissetta dell'esposto denuncia presentato da Contrada nel marzo del 2007.