Un caso ogni 72 ore, record nero in Lombardia

In Italia viene uccisa una donna ogni 72 ore. Secondo i dati Istat che ha tracciato il primo focus sui centri antiviolenza, emerge una nuova sconcertante novità: la Lombardia ha guadagnato il triste primato per femminicidi

In Italia viene uccisa una donna ogni 72 ore. Secondo i dati Istat che ha tracciato il primo focus sui centri antiviolenza, emerge una nuova sconcertante novità: la Lombardia ha guadagnato il triste primato per femminicidi. I dati assoluti evidenziano che negli anni considerati (2015 - 2018) il numero maggiore di donne vittime di femminicidio sono in Lombardia (53), che ha anche il numero medio annuo di femminicidio più alto (13,25) e la percentuale più alta sul totale nazionale (17,9), mentre i dati della regione Campania sono in linea con quelli nazionali. «Per quanto riguarda i femminicidi quest'anno la Campania, rispetto al 2018, non è più tra le prime regioni in Italia» sottolinea Rosaria Bruno, presidente dell'Osservatorio regionale per il contrasto della violenza sulle donne. Un fenomeno stando ai dati della Polizia di Stato ancora allarmante, sebbene il numero delle donne uccise si sia ridotto rispetto agli anni precedenti. Nei primi nove mesi del 2018, infatti, il numero delle vittime di genere femminile è calato di 3 unità (dai 97 casi dello stesso periodo del 2017 a 94); ma solo in 32 casi si può parlare di femminicidio, cioè quando una donna viene uccisa in ragione del proprio genere. Nel 2017, sono state uccise 149 donne, nel 2018 invece 123. E a pagare il prezzo più caro di questo orrendo delitto sono i figli che restano. «Tremano, si isolano, hanno incubi, disturbi dell'attenzione a scuola, aggressività improvvisa e balbuzie, psoriasi. Hanno continui flashback, si colpevolizzano» spiega la presidentessa di Edela Roberta Beolchi. Sono bambini protagonisti di un'atrocità senza confini, privati di amore e di quell'indispensabile «base sicura» su cui fondare la futura forza psichica.

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