Il caso Riaperte le indagini sul giallo di Erika Ansermin

Sono state riaperte ufficialmente qualche giorno fa le indagini sulla scomparsa di Erika Ansermin, la giovane consulente commerciale di un’agenzia di moda milanese scomparsa misteriosamente il 20 aprile 2003, domenica di Pasqua, lungo la statale che da Aosta conduce a Courmayeur. Il procuratore capo di Aosta Marilinda Mineccia ha convocato in questi giorni i carabinieri per fare il punto sulla riapertura delle indagini sulla sparizione.
«I legali della famiglia Ansermin - ha riferito il procuratore - ci hanno mandato delle memorie in cui chiedono di fare degli approfondimenti di indagine. Assieme ai carabinieri faremo il punto, analizzeremo le indagini già fatte e quelle che si possono ancora fare. Il lavoro svolto era stato molto approfondito, erano stati esaminati tutti i risvolti della scomparsa della ragazza. I legali ci chiedono di prendere in considerazione alcuni nuovi aspetti e saranno fatti tutti gli accertamenti necessari».
Gli avvocati torinesi Stefano Castrale e Federico Morbidelli (legali della sorella di Erika, Elisa Ansermin che adesso vive e lavora a Praga) avevano infatti chiesto nei giorni scorsi al magistrato ulteriori indagini riguardo al ritrovamento nel pc di Danilo Restivo. Il 37enne ora residente nel Regno Unito e da 17 anni principale sospettato della sparizione (e ora anche della morte) della studentessa 16enne di Potenza Elisa Claps (ma anche dell’omicidio di Heather Barnett, una sua dirimpettaia inglese di 48 anni, uccisa barbaramente il 12 dicembre 2002 e, prima ancora di quello di Jong-Ok Shin, «Oki» per gli amici, una studentessa sudcoreana di lingue, fu uccisa con tre coltellate nel giugno 2002 a Bournemouth, nel sud dell’Inghilterra) già nel 2004 era stato trovato in possesso di una foto e di un articolo, scaricati da internet, riguardanti la giovane di origine coreana adottata da una famiglia aostana.
«Certo, sono soddisfatta che le indagini siano state riaperte, la notizia mi ha messa un po’ sottosopra - ci confessa Carla Lazanio Ansermin, la mamma di Elisa - In una situazione come la mia non si smette mai di sperare: non resta altro. E visto che dopo 17 anni hanno ritrovato il cadavere di Elisa Claps, prima o poi potrebbero rinvenire anche quello di mia figlia Erika, no? Perché lei è morta, su questo purtroppo non ci sono dubbi. È stata fatta sparire per poi essere uccisa e il suo corpo è qui. Bisogna solo trovarlo. E magari comprendere cos’è successo. Ma non voglio chiedere troppo. Già allora, nel 2004, gli inquirenti ci dissero del ritrovamento della foto di mia figlia sul computer di quell’italiano residente in Inghilterra, dov’era indagato per omicidio. Sul suo pc venne rinvenuto anche un articolo sulla scomparsa di Erika, ma non venne trovato alcun legame tra i due».

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti