Silenziosi, prudenti, soprattutto diffidenti. Sempre che loro vogliano, li avvisti. Vivono un'esistenza parallela, in un mondo parallelo. E solo se sei fortunato, si avvicinano circospetti alla tua gamba per una strusciata della quale, anche se non vorresti, ti senti segretamente grato. Sono i gatti di strada, esseri misteriosi spediti sulla Terra per qualche missione che a noi umani non è dato sapere. La letteratura li ha sempre celebrati, e un bel giorno tra la fine degli anni '70 e i primi '80 un grande compositore di musical, Andrew Llloyd Webber, decise non solo di cantarli sfruttando l'opera letteraria di Thomas Stearns Eliot "Old Possum's Book of Practical Cats" ma di farli cantare. Ecco come nasce Cats, monumento del musical internazionale (77 milioni di spettatori in 54 Paesi, 23 traduzioni, 21 anni ininterrottamente in scena nel West End a Londra e 18 a Broadway) al Teatro degli Arcimboldi da oggi all'1 febbraio con la compagnia e il team creativo originali (Trevor Nunn alla regia, Gillian Lynnee alle coreografie, John Napler alle scene) in tour mondiale per celebrare il 45esimo anno di vita dello show.
Milano si gode l'ultima tappa e questo saluto non è casuale: la prima volta che questo Cats approdò in città fu nel 1995 al Palatrussardi grazie a Gianmario Longoni, appassionato patron del Teatro Smeraldo, oggi alle redini degli Arcimboldi. Sul palcoscenico di via dell'Innovazione sono già passate, in questa stagione, le edizioni originali di due titoli storici come The Book of Mormon e Rocky Horror Show, per la felicità degli appassionati. La forza di Cats, più che nella esile trama basata sulle poesie di Eliot e che vedono un gruppo di gatti riunirsi in occasione della annuale luna piena di Jellicle per guadagnare le grazie del capo Old Deuteronomy (interpretato da Michael Robert-Lowe) e ottenere una nuova vita nel Paradiso dei Gatti, risiede nella ricchezza visiva, nelle musiche (in vetta il brano "Memory") e nelle coreografie danzate dei Gatti. Tra di loro, nel ruolo del malvagio Macavity, spicca un italiano: il genovese Marco Venturini, da anni interprete nei musical a Londra: "Sono entrato in questo cast di grandi interpreti nella primavera 2024, per me era la terza volta che tentavo spiega perfomer Curiosamente, sono sempre stato vicino al ruolo di Macavity, dunque c'è qualcosa in me che lo evoca. Oltre a ciò, è un ruolo fisicamente provante, energetico nei sollevamenti e nel passo a due. A me spettano anche altri ruoli. Affrontare Cats per qualsiasi perfomer richiede molto allenamento: devi essere responsabile per te così come per gli altri: l'interazione è massima e solo l'allenamento esclude gli infortuni". Non solo un gatto, quindi, per Venturini: tutto ciò significa diversi cambi costume: "I costumi di Cats sono un elemento fondamentale spiega il ballerino senza contare il trucco, che richiede fino a un'ora e mezzo di lavoro". L'approdo in Italia è per il 29enne ballerino genovese davvero speciale: "Amici e parenti verranno a vedermi, da anni vivo a Londra, ho lavorato in musical come The Bodyguard e Prince Of Egypt e chiudere il tour a casa con Cats è un sogno". Se si ha talento, di musical si può davvero vivere a Londra e New York: "Tutto nasce da una differenza culturale conclude Venturini- che porta maggior pubblico, produzioni più ricche, orchestre dal vivo.
I teatri sono sempre pieni e richiamano un pubblico di tutte le età. Ecco, Cats è proprio un titolo capace di conquistare bambini e adulti". Tra i sogni di Marco Venturini c'è un titolo e un ruolo: "Mi piacerebbe un giorno essere Bernardo in West Side Story".