CELEBRAZIONI E POLEMICHE

La «stanza ovale» di Palazzo Marino apre le porte ai milanesi. E loro, nonostante uno stop alle visite di quasi due ore imposto dalla questura mentre passava in piazza Scala il corteo della Cgil, si sono messi in fila. Il 2 giugno è l’occasione per sbirciare nell’ufficio del sindaco, libero accesso per tutta la giornata. Le foto ufficiali sugli armadi: quella con il Papa Giovanni Paolo II, con il Dalai Lama, il premier Silvio Berlusconi, la regina Rania di Giordania in prima fila, ma saranno almeno una cinquantina. E sulla scrivania vicino al pc (e quindi davanti agli occhi) quelle con il marito, i figli e l’ultima arrivata della famiglia Moratti, la nipotina Anastasia. La gente scruta i libri (ce n’è uno dedicato a Fratel Ettore), i quadri (quello con la poesia che Alda Merini ha dedicato a Milano), il cestino con le caramelle al miele, un modellino del treno Frecciarossa sul tavolo. Qualche foto, l’occhio lungo alla pila di dossier su cui sta lavorando il sindaco, il primo è quello con il nome di Alain Elkann, neo-consulente della Moratti, più sotto ci sono la commissione Ecopass, via Padova. E gli omaggi di tanti viaggi internazionali. «Il mio ufficio sembra un suk» ammette il sindaco alle 17 quando arriva a fare gli onori di casa, stringere le mani dei visitatori, parlare coi bambini. Arriva da un giro in alcune delle pasticcerie che hanno aderito ieri alla manifestazione «Il primo panettone», che prova a rilanciare il dolce del Natale come specialità da gustare 365 giorni l’anno. La Moratti sponsorizza l’idea e dichiara guerra ai muffin inglesi: «Convinceremo gli albergatori a mettere nelle stanze dei mini-panettoni come saluto agli ospiti».
A Palazzo Marino, anche il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri si è messo a disposizione dei visitatori in tre momenti durante la giornata per raccontare i segreti dell’aula. Alle 17, nel cortile della sede comunale il tradizionale concerto della Civica orchestra di fiati, posti a sedere per novantanove persone e gli altri si sono dovuti accontentare di ascoltare le note in piedi.
La Festa della Repubblica si apre con l’alzabandiera in piazza Duomo. Ieri mattina l’inno nazionale suonato dalla fanfara dell’aeronautica militare ha aperto la cerimonia per il 64esimo anniversario della Repubblica. Davanti ai rappresentanti delle istituzioni - il vicesindaco Riccardo De Corato, l’assessore regionale Stefano Maullu e il presidente della Provincia Guido Podestà - hanno sfilato l’esercito, la Guardia di finanza, i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia di Stato.
Anche la Provincia ha aperto la sua sede ai cittadini. In migliaia per tutto il giorno hanno affollato le sale affrescate di Palazzo Isimbardi e i giardini. Boom di visitatori ai musei che sono rimasti aperti anche il 2 giugno, lunghe code soprattutto davanti a Palazzo Reale e alle mostre del Castello Sforzesco. A Villa Necchi la lettura dei discorsi della Costituzione di Calamandrei, iniziativa organizzata dal Fai. Chi ha preferito il bagno di sole a quello di cultura ha preso d’assalto il parco Sempione, i giardini di Porta Venezia e l’Idroscalo.
A chiudere la giornata invece, almeno per i rappresentanti delle istituzioni, il consueto ricevimento organizzato dal prefetto Gian Valerio Lombardi a Palazzo Diotti.

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