«La censura uccide ancora Bruno»

«Addio Bruno. Ucciso da chi, nonostante la storia, insiste a massacrare gli inermi. E, anche questa volta, con l’indifferenza e la collaborazione italiana. Enzo, Nadia, Paolo, Antonio». Questo necrologio è apparso ieri sulle pagine del Corriere Mercantile. A fianco la foto dell’orso Bruno, massacrato perché andava a caccia di animali domestici sulle Alpi bavaresi. Sono stati i volontari dell’Enpa a voler ricordare l’animale, ucciso anche dall’indifferenza di due governi, quello italiano e quello tedesco, che non hanno trovato altro modo di risolvere il problema delle scorribande dell’orso. «Ma evidentemente sono tanti altri gli indifferenti - si sfoga Rosanna Zanardi, volontaria dell’Enpa che ha chiesto la pubblicazione a pagamento del necrologio alla Publirama, la società che si occupa delle inserzioni oltre che sul Corriere Mercantile anche sul Secolo XIX -. Infatti mentre sul Mercantile ho avuto tanto spazio e non mi hanno nemmeno fatto pagare l’inserzione, sull’altro giornale non mi hanno accettato dicendo che sarebbero stati offesi i parenti degli altri defunti. Io, invece credo di essere stata proprio vittima di una censura».
La Zanardi si è rivolta ai legali dell’Enpa per scoprire se esiste la possibilità di ottenere giustizia. «Almeno per ricordare l’orso Bruno, visto che non si è riusciti a salvargli la vita», conclude la volontaria Enpa, abituata alle battaglie difficili in favore dei più deboli.

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