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La Cgil promuove i taser. "Mai azionati? Deterrente"

La Cgil rimarca che "il dispositivo non è mai stato effettivamente azionato"

La Cgil promuove i taser. "Mai azionati? Deterrente"
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La Cgil "ribadisce il sì alla sicurezza ma pretende tutele legali e valutazioni dei rischi rigorose". Mentre la maggioranza in Comune si è infilata nell'ennesimo cortocircuito, con la giunta Sala che ha già approvato il via libera al taser per la polizia locale dopo sei mesi di sperimentazione e Pd e Avs che hanno rinviato per due mesi la discussione della delibera in Commissione e puntano a bocciarla in aula, ieri il segretario di Cgil Funzione Pubblica Milano Giovanni Molisse ha espresso chiaramente la linea del sindacato. E "conferma la posizione storica", ossia "siamo da sempre favorevoli a ogni dispositivo che possa incrementare la sicurezza del personale e migliorare l'efficacia dell'attività operativa sul territorio". Tuttavia "la sicurezza deve poggiare su basi giuridiche e valutative solide", chiede quindi che il Comune preveda "una tutela legale chiara per i vigili". Se il Pd per bocciare il taser sostiene che durante i sei mesi di test non è mai stato usato concretamente, quindi non aggiunge nulla alle dotazioni dei ghisa, la Cgil rimarca che "il dispositivo non è mai stato effettivamente azionato. Questo dato suggerisce un'importante riflessione: il taser, grazie alla sua alta visibilità, sembra aver svolto una funzione di deterrenza passiva". É sufficiente mostrarlo insomma. Molisse rinnova "con forza" la richiesta di "procedere con una valutazione dei rischi estremamente accurata. È necessario oltre alla formazione mirata, sia sull'uso dello strumento che del contesto, anche un protocollo preciso e dettagliato sulle "regole di ingaggio".

Bisogna analizzare nel dettaglio gli eventuali effetti negativi o letali che l'uso del dispositivo potrebbe avere sui cittadini, per evitare che una misura di protezione si trasformi in un elemento di criticità per l'operatore e per la collettività".

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