Che scoperta, Casini centravanti

I l calcio non ha bisogno degli ultrà. Nè incappucciati nè in giacca e cravatta. E se quelli fondamentalmente più esibizionisti e violenti li conosciamo tutti (basta guardare verso le curve in ogni stadio d’Italia), gli altri - più disinteressati e discreti durante il campionato - tendono a manifestarsi in tutto il loro colorito movimentismo in questi mesi di arsura, quando il pallone diventa un buon veicolo elettorale.
Così, alla vigilia di una delle settimane più bollenti dell’anno (si decideranno le sorti di Messina, Torino, Genoa, Bologna, Treviso, Ascoli) ecco che deputati di Perugia perorano la causa di Gaucci, senatori di Messina si schierano decisamente con Franza, consiglieri regionali di Ascoli spingono per una soluzione radicale contro il Genoa, sindaco-giunta-prefetto di Napoli si sentono già in Champions league («Abbiamo il quarto pubblico d’Italia, quindi il diritto è nostro») e fenomenali rappresentanti delle istituzioni di Torino salgono sulla cassetta di sapone ad arringare i tifosi granata.
È una storia triste e curiosamente bipartisan, cominciata due estati fa con il caso Catania. Allora il Tar della Sicilia dava ragione al club isolano e la giustizia del continente gli dava torto. Ovviamente, nel massimo rispetto dell’indipendenza del giudice terzo. In questi giorni la faccenda si sta ripetendo con stucchevoli refrain, ai quali si è accodato anche il ministro leghista Maroni, molto favorevole a un ripescaggio del Brescia a scapito, guardacaso, della Reggina.
Poichè i politici contano (e non soltanto i voti), la faccenda avrebbe potuto trasformarsi in una caotica rincorsa al beneficio da collegio elettorale. Ma sabato un ottimo centravanti di manovra ha preso tutti in contropiede: il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha annunciato che dichiarerà inammissibili le interrogazioni presentate sulle iscrizioni ai campionati di calcio, sottolineando l’autonomia dell’ordinamento sportivo. Il segnale è decisivo. Disinnescare gli onorevoli con la sciarpa al collo (siamo in agosto) è intenzione saggia. Anche perchè se quelli pontificano, poi ci pensa il popolo inferocito a bloccare traghetti e incendiare cassonetti.
Niente interrogazioni parlamentari elettorali, niente pubblicità, niente sovraesposizione. E probabilmente niente caos. Signori parlamentari, accontentatevi di andare gratis allo stadio. Il calcio non ha proprio bisogno degli ultrà, tantomeno in Parlamento.