I Giochi Olimpici hanno rilanciato il Corvetto, che oltre alla zona che circonda l'omonima piazza, definisce tutta l'area che va da piazzale Lodi a Rogoredo. Un quartiere con un passato proletario e un presente a volte difficile, ma anche vivo e vitale, incastrato tra il Villaggio Olimpico di Scalo Porta Romana e la Santagiulia Hockey Arena. E i Giochi hanno permesso ai visitatori, ma anche a molti milanesi, di (ri)scoprire una zona ricca di proposte gastronomiche autentiche e poco modaiole.
Chiosco Da Giacomo In piazzale Corvetto angolo via Polesine un gentile signore vercellese smercia "birre artigianali", come promette l'insegna circense, oltre 200 etichette da lui selezionate con un lavoro certosino. A esse si possono abbinare specialità gastronomiche fiorentine, la pappa al pomodoro, la ribollita, il lampredotto all'uccelletto. Un luogo che soprattutto con la bella stagione si riempie di locals.
Doca In via Breno c'è questa bakery aperta qualche mese fa dalla brasiliana di Porto Alegre Queren Girardi, formatasi da Davide Longoni e da Tone. L'idea è quella di una panificazione di alto livello con tocchi brasiliani affidati ad alcune ricette e all'utilizzo, ad esempio, del caffè di Cafezal, selezionato dal connazionale Carlos Bitencourt. "Una panetteria di una brasiliana, non una panetteria brasiliana", precisa lei.
Sottobosco e Sottobanco In piazza San Luigi, vero food district dell'area, un locale doppio della stessa matrice. Il primo è un "ristoro di quartiere" nato nel 2019, con un'offerta interessante e curata. Le conserve, le giardiniere e i salumi fatti in casa sono molto interessanti. Nel 2022 si è aggiunto Sottobanco, più orientato alla somministrazione di vini spesso non allineati, e anche qui si può mangiare qualcosa facendosi ingolosire dai salumi e formaggi appesi a maturare.
Baja Sardinia Nella stessa piazza San Luigi un ristorante di mare un po' vintage ma molto amato dai cittadini del quartiere, che trovano piatti di pesce non orientati alla fantasia (Fregula sarda ai frutti di mare, Branzino al sale ma soprattutto lo Spaghetto Baja, con vongole e bottarga) a prezzi poco milanesi e insaporiti da un servizio piacevolmente naif, che può riservare qualche sorpresa.
Circolo San Luis 1946 A poca distanza, in via Don Bosco 7, c'è la porta di accesso al quartiere, dove si aggrega la Corvetto dell'associazionismo, del volontariato, dell'impegno, la Corvetto "col coeur in man". Qui, nel giardino che ha un'atmosfera da balera, si bevono semplici di bicchieri di vino e si mangiano taglieri e pastasciutte in un'atmosfera calda. Bisogna essere tesserati, ma non è mai un problema, qui vige l'inclusione.
Canaglia Sempre nei pressi di piazza San Luigi si affaccia questo cocktail bar che ha un'atmosfera da "trani" dei nostri giorni, "dove si mangia, si beve e si gioca", come dicono in coro le quattro "canaglie" che gestiscono il locale: il bartender Aqua, lo chef Alessandro, il grafico Alberto e la responsabile di sala Angela. Si beve vino spillato da certe botti, si assaggiano drink di buona fattura.
Il Casottel L'anima più popolaresca del Corvetto si esprime al massimo in questa osteria tradizionale sospesa nello spazio e nel tempo, sostando nel quale ci si dimentica quasi di stare a Milano.
Una cascina (questo vuol dire casottel) con tanto di bocciofila, un pergolato, e due adorabili signore di una certa età, Isa e Blanca, a gestirlo, aiutate in ciò da Ramon e Arturo. Ravioli di zucca e formaggio, risotto alla mantovana con salsiccia, d'inverno la cassoeula, tutto l'anno la cotoletta a orecchia di elefante.