La 98ª edizione degli Academy Awards segna un traguardo senza precedenti per Sinners, il film sui vampiri intriso di blues diretto da Ryan Coogler. Con 15 candidature, il film supera il precedente record di 14 nomination detenuto da Titanic, La La Land ed Eva contro Eva. Tra le nomination principali, spiccano quelle per il Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale, mentre Michael B. Jordan riceve la sua prima candidatura come Miglior Attore.
Un film che sfida le aspettative
Quando Sinners è stato annunciato, molti dubitavano del suo successo. Budget elevato, storia originale scritta in soli due mesi e un cast prevalentemente composto da minoranze, a parte Jordan, senza grandi nomi. Aggiungiamo il fatto che è un film sui vampiri che mescola generi diversi e viene girato in IMAX 70mm, solitamente riservato ai kolossal, e le ipotesi del flop erano più che possibili. Invece, il film ha sorpreso tutti, vincendo ai Golden Globes e incassando 368 milioni di dollari contro un budget di 90.
La trama
Ambientato nel Mississippi del 1932, Sinners racconta la storia dei gemelli Moore, che tornano nella loro città natale per aprire un juke joint con soldi sottratti a Al Capone. La serata inaugurale però viene interrotta dall’irruzione di forze soprannaturali evocate dalla musica blues, e i fratelli si ritrovano coinvolti in una lotta che intreccia leggende oscure e vampiri. Il film non è solo horror, affronta anche il contesto storico dell’era Jim Crow, dove la violenza era quotidiana e radicata nella società.
Una fusione di generi
Sinners unisce elementi di horror, musical, gangster thriller e film storico. La colonna sonora va oltre il semplice accompagnamento, il blues diventa un vero e proprio archivio politico, raccontando traumi, memorie e forme di resistenza culturale. I vampiri, simbolo della logica coloniale e della predazione culturale, sono attratti dal blues e rappresentano un potere dominante che si nutre della creatività altrui.
Il nuovo volto dell’horror secondo Coogler
Ryan Coogler ribalta i cliché del genere, il vero mostro non è l’Altro, ma chi esercita dominio e violenza storica.
Il film mette in luce come la cultura nera sia stata spesso sfruttata, mostrando che paura e potere sono interconnessi. Sinners non è solo intrattenimento, è un’opera che riflette sul rapporto tra memoria, cultura e identità, restituendo dignità a chi quella cultura l’ha creata.