Le "Cities Underground" fotografate da Bobba in mostra a Malpensa

Gli scatti di vita fra le metropolitane di 18 città in tre continenti nell'esposizione allestita fino al 28 febbraio 2017 nel Terminal 1 dello scalo gestito da Sea. Un viaggio “sotterraneo” fra umanità, frenesia di movimento e architetture. Luciano Carbone: "Le opere d’arte, così come la musicali, suscitano emozioni che rimarranno un piacevole ricordo di benvenuto o di saluto per i viaggiatori di Malpensa"

Le "Cities Underground" fotografate da Bobba in mostra a Malpensa

Una trentina di scatti d’autore particolari in una location altrettanto simbolica: è la mostra Cities Underground, inaugurata nel piano Stazione Ferroviaria al Terminal 1 dello scalo intercontinentale di Milano Malpensa che si può vedere fino al 28 febbraio 2107. Mostra fotografica realizzata da Mario Bobba e curata da Denis Curti, che propone un viaggio “sotterraneo” in 18 città di tre continenti allestita dopo la Porta di Milano e vicino ai binari del Malpensa Express, in una collocazione ideale nel luogo dei viaggi.

L’aeroporto è infatti un microcosmo in continua evoluzione, tappa di passaggio e di attesa che Marc Augé, etnologo e antropologo francese, aveva definito non-luogo perché visto come un posto di passaggio, non identitario, destinato esclusivamente alla circolazione accelerata delle persone. Proprio come le Underground raffigurate fra persone e situazioni che Mario Bobba ha raccolto in una narrazione per immagini iniziata nel 2011. Dettagli evocativi dei luoghi, delle abitudini e dell’aspetto dei viaggiatori che stimolano l’osservatore a rivivere l’esperienza dell’autore, mediata dalla sua sensibilità. Umanità nascosta nei sottosuoli dei centri urbani, ambienti caratterizzati da frenesia di movimento, freddezza di situazioni e architetture.
In un’epoca di viaggiatori perpetui, di lavoratori pendolari, di massima mobilità e stressata velocità, la vita si sposta lì dove queste tendenze si concentrano: nelle zone di transito degli aeroporti e delle metropolitane, luoghi ormai impregnati dalla cultura del consumo a dalle abitudini sociali dei nostri tempi, che competono con i city center dai quali ha ereditato un gran numero di attività e modi di vivere la socialità.

Scrive nella prefazione al bel catalogo che accompagna la mostra Denis Curti direttore artistico della Casa Tre Oci di Venezia: “Ispirata a un’ intensa quanto sincera vena umanistica, la fotografia di Bobba cerca nel sottosuolo, all’ombra degli status sociali e dei modelli di comportamento prestabiliti, la naturalezza e la bellezza della “normalità”. In questa personale visione, che attiene alla vita e alla fotografia, la metropolitana, i vagoni dei treni e i corridoi che s’ intrecciano sotto le metropoli del mondo, rappresentano non solo i soggetti delle immagini, ma anche i simboli di un racconto ben più profondo, che tenta di esplorare con sguardo onesto le abitudini sociali e culturali dei nostri tempi. Cities Undergound è un ritratto autentico e molteplice, capace di raccontare con una visione d’insieme ogni singolo elemento, umano e sociale, di un contesto urbano sempre riconoscibile che accomuna le metropoli nel mondo e .pur nella somiglianza dei luoghi e nella ripetizione delle infrastrutture, riesce a trovare il giusto equilibrio tra conformità e identità, cogliendo per ogni città un segno distintivo, unico e irripetibile”. Uno “strappo” di quotidianità che non fugge ma è fissato e reso evidente proprio dalla fotografia.

“Tutte le metropolitane appaiono molto simili, in qualsiasi ora del giorno e stagione dell'anno - dice Mario Bobba -, ma ho cercato di evidenziare le piccole differenze piene di significato e qualche volta anche di emozioni, di umorismo o di arte e architettura. Lo spaccato di umanità nei vagoni e sulle banchine che si offre allo sguardo attento è sempre ricco e diverso pur nell'apparente somiglianza. In metropolitana si pratica una street photography selettiva, un po' misteriosa e, appunto, sotterranea.”

Ma la mostra evidenzia in realtà quanto i “non luoghi” stiano cambiando perché diventano sempre più “passaggi” con momenti d’esperienza per chi vi transita, come nel caso di Milano Malpensa dove questa mostra è la prosecuzione della strategia di ampio respiro di Sea che ha portato fra check-in, aree d’imbarco e gallerie del lusso eventi culturali: mostre di pitture e fotografiche, installazioni di grandi maestri, concerti live e perfino una spettacolare diretta con la presenza del Teatro alla Scala e della sua orchestra..

“Sono numerose le zone nel terminal che abbiamo destinato a progetti artistici per intrattenere piacevolmente i passeggeri – spiega Luciano Carbone, Chief corporate officer di Sea -. Le opere d’arte, così come le note musicali, in pochi istanti sono in grado di suscitare emozioni che rimarranno un piacevole ricordo di benvenuto o di saluto per i viaggiatori di Malpensa. Questo è il nostro auspicio, anche perché sempre più persone scelgono di trascorrere il loro tempo in aeroporto, ammirando una mostra o ascoltando buona musica, magari prima di acquistare nelle boutique o di approfittare della ristorazione. Questo ci fa piacere e ci fa notare che sempre più da non luogo, l’aeroporto è un luogo dove accadono tanti eventi e si possono fare tante cose, proprio come in una città”.

Mario Bobba, da sempre appassionato di fotografia e grafica, è nato a Milano, ma ha origini tra Angera e Besozzo sul lago Maggiore. Per lavoro, impegno civile e hobby ha viaggiato spesso visitando moltissimi Paesi, con lunghi soggiorni all’estero, occasioni importanti di approfondimento sulla cultura dell’immagine. Dalla fine degli anni ’90 è ripartito su nuove basi il suo approccio alla fotografia e questa maturazione ha reso possibili vari progetti, mostre ed eventi. Dal 2009 ha trasformato la passione di una vita in un’attività professionale aprendo lo studio PassioneFoto a Angera.

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