Per anni è stato un gesto pressoché automatico: prendere la ricevuta del Pos dopo un pagamento con carta e conservarla “per sicurezza”. Ora non sarà più necessario. Con le nuove regole introdotte dal decreto PNRR (Dl 19/2026), recentemente convertito in legge, la prova dei pagamenti elettronici passa infatti agli estratti conto bancari, anche in formato digitale.
Attenzione, però: la semplificazione riguarda solo la prova del pagamento e non elimina gli obblighi fiscali legati agli acquisti. Vediamo più nel dettaglio cosa cambia (e cosa no).
L’estratto conto come riferimento principale
In pratica, viene meno l’obbligo di conservare la ricevuta rilasciata dal Pos dopo un pagamento con carta o bancomat, finora utilizzata come ulteriore prova di una transazione.
Al suo posto, il riferimento diventa l’estratto conto bancario, o della carta. È lì che viene registrato il pagamento in modo tracciabile e verificabile, ed è su quel documento che si sposta la funzione di prova dell’avvenuta transazione.
La norma chiarisce che le comunicazioni bancarie, anche in formato digitale, possono sostituire le ricevute Pos, a condizione che contengano le informazioni relative alle singole operazioni. Questo significa che si potrà fare affidamento su documenti già disponibili, senza la necessità di accumulare ulteriori carte.
L’importante è che l’operazione sia chiaramente identificabile, con data, importo e beneficiario, e che i documenti siano poi conservati secondo quanto prescritto dall’articolo 2220 del Codice civile, quindi per almeno dieci anni e, se in formato digitale, attraverso sistemi di conservazione elettronica certificata.
Cosa resta obbligatorio
È bene fare attenzione a non estendere la semplificazione oltre i suoi reali confini. Non spariscono, infatti, i documenti fiscali veri e propri. Scontrini, fatture e ricevute fiscali restano obbligatori e continuano a rappresentare l’unica prova dell’acquisto dal punto di vista fiscale. La novità riguarda il modo in cui si dimostra il pagamento elettronico, non la documentazione dell’operazione commerciale. È un passaggio importante, perché evita interpretazioni errate, che potrebbero portare a una gestione superficiale dei documenti.
Spese detraibili: meno carta, stessa attenzione
Un ambito in cui il cambiamento si fa sentire è quello delle spese detraibili. Fino ad oggi, in molti casi, si tendeva a conservare sia il documento fiscale sia la ricevuta Pos, per dimostrare il pagamento tracciabile.
Con le nuove regole, la ricevuta del Pos non è più necessaria. Per ottenere una detrazione sarà sufficiente conservare il documento fiscale (ad esempio lo scontrino parlante per le spese mediche) insieme all’estratto conto che attesta il pagamento. Si tratta di una semplificazione concreta, che riduce la quantità di documenti da archiviare senza modificare la sostanza degli obblighi.
Una semplificazione che non elimina gli obblighi
Ridurre la carta non significa però che vengano eliminati i controlli. Gli estratti conto devono comunque essere conservati, così come gli altri documenti fiscali, per i tempi previsti dalla normativa. Nel caso dei documenti digitali, diventa quindi fondamentale organizzare una conservazione ordinata e accessibile, perché in caso di verifica sarà necessario esibire sia la prova dell’acquisto, sia quella del pagamento.
Impatto pratico sulla vita quotidiana
Nel concreto, per il cittadino il cambiamento si traduce in una gestione più semplice delle spese quotidiane. Meno scontrini da accumulare nel portafoglio o nei cassetti, meno rischio di smarrimento e una maggiore centralità degli strumenti digitali già utilizzati per controllare le proprie finanze. Per imprese ed esercenti con molte transazioni quotidiane, la misura alleggerisce la gestione amministrativa, eliminando l’obbligo di conservare le singole ricevute Pos, anche nei casi, ad esempio, di spese per trasferte, missioni e rappresentanza.
Il provvedimento si inserisce in un più ampio processo di digitalizzazione fiscale, che sta progressivamente integrando i sistemi di pagamento elettronico con la trasmissione dei corrispettivi, e che punta a superare progressivamente anche lo scontrino cartaceo: un percorso che partirà dalla grande distribuzione nel 2027 per arrivare, entro il 2029, a tutti gli esercenti.