Inflazione e aumento delle bollette: cosa succede alle tariffe telefoniche

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni interviene dopo i solleciti delle varie associazioni dei consumatori. Ecco cosa cambia col Regolamento

Inflazione e aumento delle bollette: cosa succede alle tariffe telefoniche

Basta aumenti sul telefono legati all'andamento dell'inflazione. A stabilirlo è l'Agcom, che ha deciso di bloccare gli scatti operati da parte dei vari gestori telefonici nella fatturazione mensile.

L'intervento dell'autorità garante

Da tempo le associazioni dei consumatori stavano dando l'allarme, chiedendo all'autorità di prendere provvedimenti. Via libera agli aumenti corretti a garanzia degli utenti, ma basta incrementare le tariffe per internet e cellulari in modo automatico, senza che il cliente possa agire, basandosi sull'inflazione.

Le nuove regole

Ma cosa cambia, in sostanza? Secondo quanto stabilito dall'Agcom, non potranno essere cambiati unilateralmente quei contratti già esistenti, stipulati fra società e utente, che non prevedevano lo scatto automatico. Perché avvenga l'aggiornamento voluto dalla compagnia, deve esserci anche il consenso del cliente. Non basterà più, dunque, una semplice comunicazione. L'utente potrà accettare o rifiutare la modifica nel contratto, e dovrà farlo in forma scritta.

L'operatore, dunque, potrà operare delle modifiche sulle tariffe solo in misura corrispondente alla variazione dell'indice annuale dei prezzi. È bene quindi che i futuri clienti facciano attenzione in sede di nuovo contratto: le società avranno facoltà di inserire una clausola in cui si fa riferimento all'incremento delle tariffe indicizzato all'inflazione. Questo, ricordiamo, potrà accadere unicamente in misura corrispondente all'oscillazione dell'indice annuale dei prezzi al consumo, sia in positivo che in negativo. Vale a dire che nel caso in cui l'inflazione dovesse scendere, anche le tariffe dovranno subire la stessa sorte. Compagnie telefoniche avvisate.

Il nodo trasparenza

Altro punto su cui ha voluto insistere l'Agcom è la trasparenza. Le compagnie sono tenute ad avvisare i clienti un mese prima di procedere con le modifiche. La comunicazione potrà essere inviata via email o lettera, oppure inserita all'interno della fattura.

La variazione deve essere comunicata anche sul sito web della compagnia, e ben due mesi prima della modifica sulle tariffe. Non solo. Viene richiesta trasparenza anche sulle clausole di indicizzazione in sede della sottroscrizione del contratto.

I principi di Agcom

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha stabilito delle regole base che fanno parte del Regolamento in materia di contratti tra operatori e utenti finali approvato lo scorso 4 aprile.

Agcom, come riportato dalle agenzie di stampa, ha come obiettivo "recepire le novità introdotte dal nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche in materia di obblighi di informazione da applicare ai contratti; durata massima dei contratti non superiore a 24 mesi; proroga dei contratti; rateizzazione di servizi e apparecchiature terminali; modifica delle condizioni contrattuali (ius variandi); diritti degli utenti in caso di discrepanza delle prestazioni del servizio rispetto a quanto promesso nel contratto; diritto di recesso; cessazione del rapporto contrattuale; informazioni contrattuali sulle procedure di migrazione e portabilità del numero".

Fra le varie misure prese in considerazione si prevede anche che l'operatore inserisca nelle proposte contrattuali i termini entro i quali, a chiusura del contratto, si proceda all'attivazione dei servizi voce e Internet.

Nel contratto dovranno inoltre essere inseriti gli indennizzi a cui avranno diritto i clienti in caso di mancato rispetto degli

obblighi da parte della compagnia in materia di migrazioni e portabilità del numero. A essere disciplinate dal Regolamento anche quelle offerte che includono dei servizi di comunicazione elettronica e apparecchiature terminali.

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