Leggi il settimanale

Malattia, cambiano i controlli Inps: i nuovi orari delle visite fiscali

Reperibilità uguale per dipendenti pubblici e privati. Le nuove regole aumentano l’attenzione su assenze, documenti e conseguenze economiche per chi non si fa trovare a casa

Malattia, cambiano i controlli Inps: i nuovi orari delle visite fiscali
00:00 00:00

La malattia resta un diritto, ma non sospende gli obblighi. Anzi, nel nuovo equilibrio tra tutela del lavoratore, costi per le imprese e sostenibilità del welfare, le visite fiscali Inps assumono un peso sempre più concreto. L’assenza per motivi di salute non è più soltanto una questione privata tra medico e paziente, ma entra in un sistema di controlli che coinvolge aziende, Istituto previdenziale e organizzazione del lavoro. La novità ormai consolidata è l’unificazione delle fasce di reperibilità tra dipendenti pubblici e privati: una scelta che riduce le disparità storiche, ma rende ancora più importante conoscere con precisione regole, orari e conseguenze.

Cosa cambia per pubblici e privati

Per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, le fasce di reperibilità sono oggi identiche: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, sette giorni su sette, compresi domeniche e festivi. Il cambiamento è entrato in vigore nel dicembre 2023 con il messaggio Inps n. 4640, che ha recepito l’orientamento del Tar del Lazio eliminando il precedente doppio binario tra settore pubblico e privato. Per anni, infatti, i dipendenti pubblici erano soggetti a obblighi più rigidi e a finestre di reperibilità più lunghe. Oggi il sistema è uniforme: durante quelle ore il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo indicato nel certificato medico.

La gestione aziendale

La visita fiscale non rappresenta soltanto un controllo sanitario, ma anche uno strumento di gestione aziendale. Ogni assenza, soprattutto se breve, ripetuta o collocata in periodi strategici come ponti e festività, può incidere sull’organizzazione interna, sulla produttività e sui costi di sostituzione del personale. Per questo il datore di lavoro può richiedere direttamente la visita fiscale, mentre l’Inps può intervenire autonomamente attraverso verifiche a campione o sistemi automatici di selezione. Il tema riguarda quindi non solo il singolo dipendente, ma il rapporto tra fiducia, sostenibilità economica e corretto utilizzo delle tutele previste dalla normativa.

Quando si può uscire durante la malattia

Essere in malattia non significa dover restare chiusi in casa per l’intera giornata. Il lavoratore può allontanarsi dal domicilio fuori dalle fasce di reperibilità oppure, anche durante gli orari protetti, se esiste una motivazione seria e documentabile. Rientrano in questa casistica visite specialistiche, esami clinici, terapie indifferibili o altre esigenze sanitarie legate al percorso di cura. In questi casi la differenza la fa la documentazione: senza certificati, ricevute o attestazioni mediche, l’assenza potrebbe essere considerata ingiustificata. Conservare prove dello spostamento diventa quindi una forma concreta di tutela.

Chi non è obbligato alla reperibilità

La normativa prevede specifiche situazioni di esonero dall’obbligo di reperibilità. Tra queste rientrano generalmente le patologie gravi che richiedono terapie salvavita, gli stati patologici connessi a invalidità riconosciute pari o superiori al 67%, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali accertate. L’esonero, però, non equivale automaticamente all’assenza totale di controlli. L’Inps può comunque effettuare verifiche documentali o ulteriori accertamenti medici per confermare la correttezza della posizione del lavoratore e della certificazione presentata.

I rischi

Se il medico fiscale non trova il lavoratore all’indirizzo indicato nel certificato, si apre una procedura di contestazione. Le conseguenze possono essere pesanti: perdita dell’indennità di malattia per i primi giorni, riduzione del trattamento economico nei casi successivi e possibili provvedimenti disciplinari in presenza di assenze ingiustificate o reiterate. Il lavoratore viene convocato per fornire spiegazioni e presentare eventuale documentazione a supporto.

In questo scenario la regola pratica è semplice: se ci si allontana per una visita, una terapia o una necessità sanitaria, bisogna poterlo dimostrare. La malattia tutela il lavoratore, ma richiede anche reperibilità, trasparenza e responsabilità.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica