Le multe stradali, si sa, sono certamente una voce importante nei bilanci dei Comuni di tutta Italia, e tra le più numerose e redditizie vi sono senza dubbio quelle che colpiscono gli automobilisti i quali, sprovvisti di regolare autorizzazione, violano i varchi delle Zone a traffico limitato (Ztl).
Nel 2024 i Comuni italiani hanno incassato complessivamente più di 1,7 miliardi di euro dalle sanzioni derivanti da violazioni del Codice della Strada, incluse quelle relative alle Ztl, con un incremento del 10% rispetto al 2023. Per quanto non esista un dato nazionale aggregato che isoli queste ultime, le analisi sui rendiconti ufficiali pubblicati dai Comuni entro maggio evidenziano che per le metropoli, in cui tali zone sono più numerose e ampie e dove gli ingressi non autorizzati pesano significativamente, i proventi totali hanno raggiunto all'incirca i 650 milioni di euro.
Bene, quindi, conoscere la loro collocazione prima di sbagliare, anche perché le multe possono essere salate e difficili da contestare. Ma quando è possibile farlo?
Fulcro del sistema di rilevamento sono ovviamente le telecamere installate in corrispondenza dei varchi, che scattano una foto nel momento in cui il veicolo accede alla Ztl, registrando anche data e ora: solitamente viene immortalata la targa posteriore del mezzo per motivi di privacy. Il sistema confronta subito la targa col database in cui sono salvate quelle appartenenti a veicoli autorizzati, la cosiddetta "lista bianca" che include residenti, mezzi pubblici, veicoli di soccorso e disabili con regolare permesso. Qualora sia tutto in regola, l'accesso è eliminato, altrimenti viene segnalata l'infrazione alle autorità per sanzionare il trasgressore.
Prima dell'emissione del verbale, un agente della polizia locale verifica la correttezza della rilevazione per scartare la possibilità di errori tecnologici, dopo di che la notifica va effettuata entro 90 giorni, pena la decadenza della sanzione. Le multe per violazione di Ztl variano generalmente tra 80 e 330 euro, più spese di notifica, ma possono esserci aggiornamenti e variazioni locali: si possono ottenere sconti pagando entro 5 giorni (30% in meno).
Qualora si volesse contestare l'ammenda si può inoltrare il ricorso al giudice di pace entro 30 giorni o al prefetto entro 60: il problema è che ai fini della contestazione non vengono ritenute valide scuse generiche, scaricando ad esempio la responsabilità sul navigatore satellitare e le indicazioni da esso fornite. La legge non ammette ignoranza, per cui si può sperare di vincere il ricorso solo in determinate circostanze, ovvero qualora il verbale manchi di dati essenziali, se la segnaletica risulta insufficiente o illeggibile, nel caso in cui le foto non siano nitide oppure ancora in caso di errori/malfunzionamenti documentabili del sistema o di furto dell'auto.
Se si dovessero ricevere più multe per accessi ravvicinati nel tempo all'interno della stessa Ztl (e non in fasi diverse e distanti l'una dall'altra pur nella medesima giornata), è possibile
contestarle sostenendo che si tratti di un'unica violazione continuata ("illecito di durata"), applicando il principio del cumulo giuridico previsto dall'art.198 del Codice della Strada, che prevede una sanzione più elevata.