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Pensioni, scatta il conguaglio di agosto: ecco chi rischia il taglio nell'assegno

Scatta ad agosto il recupero dei debiti fiscali sulla pensione: ecco come procederà l'Inps su indicazione di Agenzia delle Entrate

Pensioni, scatta il conguaglio di agosto: ecco chi rischia il taglio nell'assegno
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Attenzione all'assegno della pensione di agosto, perché sarà in quella occasione che verrà applicato il conguaglio nei confronti di chi ha contratto debiti fiscali. Sta all'Inps, che opera in qualità di sostituto d'imposta, agire in tal senso. Così, se da un lato alcuni pensionati vedranno arrivare degli aumenti nei loro assegni di agosto, ci saranno anche coloro che invece subiranno gli effetti delle trattenute.

A vedere delle riduzioni nell'importo saranno coloro che, oltre a percepire l'assegno della pensione, hanno anche altre entrate e redditi (doppia Certificazione Unica). Questi soggetti, infatti, potrebbero dover pagare più tasse in aggiunta a quelle trattenute dall'Inps. Questo perché Inps calcola la ritenuta Irpef sulla base del presunto reddito percepito in un intero anno, prendendo in considerazione soltanto le entrate note. Se però il pensionato percepisce altri redditi (ad esempio, una casa in affitto), l'istituto non può saperlo e di conseguenza non calcolerà correttamente l'imposta. Si può dunque arrivare così a un debito fiscale.

Fortunatamente, il saldo ottenuto a seguito del conguaglio può essere rateizzato. La cosa migliore da fare, è presentare la propria dichiarazione dei redditi, così da dilazionare in più tempi il pagamento.

È importante capire il meccanismo che regola tutto questo. Dal momento che eroga la pensione, Inps agisce come sostituto d'imposta, ossia trattiene le tasse del pensionato e le versa allo Stato. Purtroppo però Inps conosce solo la cifra che eroga, e non quella di una seconda fonte di reddito. Ne consegue che può capitare che sia Inps che l'altra fonte che dà reddito calcolino un'aliquota irpef inferiore rispetto a quella che in realtà è. Ed è qui che si genera il debito. Si consideri che fino a 28mila euro si paga il 23%, mentre superata la soglia dei 28 mila si passa al 35%.

Che cosa accade, dunque? Ottenuta la dichiarazione dei redditi del cittadino, Agenzia delle Entrate comunica a Inps che cosa fare. Se c'è un rimborso da fare perché l'irpef è stata pagata in eccesso, arriverà un assegno più sostanzioso. Se, invece, risulta un ammanco, verranno trattenute delle somme.

Agosto è la prima data utile per il conguaglio, ma riguarderà soltanto chi è stato fra i primi a inviare il proprio modello 730 (limite 31 maggio).

Chi presenta il documento più tardi, vedrà le trattenute più avanti. Il consiglio è quello di procedere prima possibile con la presentazione del 730, così da avere maggiore tempo per dilazionare eventuali debiti fiscali.

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