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Rimborso 730 bloccato in caso di cartelle esattoriali scadute: ecco come procedere

L'Agenzia delle Entrate sospende i rimborsi 730 superiori a 500 euro se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute oltre i 1.500 euro

Rimborso 730 bloccato in caso di cartelle esattoriali scadute: ecco come procedere
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A partire dallo scorso 14 maggio i contribuenti possono presentare il proprio modello 730 precompilato per ottenere l'eventuale rimborso Irpef. Tuttavia non è affatto detto che il denaro arriverà. Dipende dalla nostra situazione finanziaria. A volte il rimborso non viene elargito e non per un qualche errore nella compilazione. Può darsi che ci siano delle cartelle esattoriali non pagate e per questa ragione l'Agenzia delle Entrate non dispone il pagamento.

Prima di procedere al rimborso, infatti, il Fisco fa dei controlli accurati e verifica se il contribuenti hanno o meno contratto dei debiti.

In caso di cartelle esattoriali scadute da oltre 60 giorni e con importo complessivo superiore a 1.500 euro, il pagamento del rimborso non avviene. Tale blocco viene calcolato sulla base del debito maturato ma anche su altre sanzioni e spese accessorie relative ad Agenzie delle Entrate ma anche altre agenzie previdenziali. In caso di fermo, il credito non viene perso ma trasferito ad Agenzia delle Entrate. Questo quanto stabilito dall'art. 28-ter del D.P.R. 602/1973.

In caso di debito, il Fisco avvisa il contribuente della situazione, proponendo la forma di compensazione che include il credito fiscale impiegato per sanare il debito iscritto a ruolo. Non si procederà a pignoramenti, né ad altre azioni di recupero, per i successivi 60 giorni. In questo lasso di tempo, il cittadino dovrà comunicare se accetta questa soluzione.

In caso di rifiuto, il credito non viene comunque erogato, ma "congelato" fino alla data del 31 dicembre dell'anno successivo. Volendo, il Fisco può avviare un pignoramento forzato su quella somma.

Un tempo, ossia fino al 2024, questo metodo veniva utilizzato per qualsiasi importo del rimborso. Dopo l'entrata del d.lgs. 29 luglio 2024 n. 110 è stata introdotta l'importante novità della franchigia: la compensazione ha luogo solo nel caso in cui i rimborsi abbiano un importo che supera i 500 euro. Questo per non colpire i contribuenti che si trovano in condizioni economicamente sfavorevoli, con modesti rimborsi Irpef.

La cosa da fare, in caso di rimborso bloccato, è

controllare la propria situazione debitoria, accedendo al portale di Agenzia delle Entrate e verificando che non ci siano cartelle esattoriali pendenti. In questo modo sarà possibile valutare come procedere.

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