Blocco del Superbonus, in quali casi c'è il rischio pignoramento

L’impasse che sta attraversando il Superbonus mette a rischio anche i condomini e gli appartamenti. Chi ha disposto lavori edili ora rischia di non riuscire a pagare. Diverse imprese edili ora si rivolgono ai proprietari di casa per farsi pagare i lavori

Blocco del Superbonus, in quali casi c'è il rischio pignoramento

Questo articolo non vuole creare panico ma soltanto dare spazio al timore di milioni di persone, tipicamente condomini, che temono il peggio non soltanto in base a presentimenti, ma dopo una valutazione attenta della situazione.

È ormai noto che il blocco del Superbonus e, dei bonus edilizi in generale, ha fatto emergere le difficoltà in cui versano migliaia di imprese edili e, in modo altrettanto trasparente, va sottolineato che sul fronte opposto delle imprese si trovano i committenti, ovvero i cittadini che hanno previsto ristrutturazioni approfittando delle agevolazioni in essere.

Superbonus e rischi pignoramento

La situazione nel suo insieme è stata spiegata dal Giuseppe Izzo, amministratore delegato di Uese Italia S.p.A., una delle aziende che assiste le imprese edili le quali, in questo preciso periodo, ricevono disdette dagli intermediari che si erano impegnati ad anticipare le spese di ristrutturazione di immobili e appartamenti.

Questo genera un effetto domino le cui conseguenze ricadono tanto sulle imprese edili, quanto sui singoli cittadini. Le prime hanno bloccato i lavori perché da mesi non ricevono denaro e i cittadini che si sono impegnati a pagare le fatture facendo affidamento sulle agevolazioni si trovano nella non facile situazione di attendere che la situazione si sblocchi, non potendo fare fronte ai debiti contratti.

Fino allo scorso mese di novembre gli intermediari hanno spalleggiato le imprese edili facendosi cedere i crediti (e ottenendo un margine di guadagno, ovviamente) maturati dagli interventi approvati dalle delibere condominiali che hanno accettato di effettuare lavori di ristrutturazione e migliorie contando sul fatto di non dovere mettere pesantemente mano al portafogli.

Diverse imprese edili ora si rivolgono ai proprietari di casa per farsi pagare i lavori, cifre di una certa consistenza – secondo Izzo mediamente tra i 25.000 e i 30.000 euro – che non sono nella disponibilità dei cittadini i quali non avrebbero mai dato il proprio benestare in assenza delle certezze offerte dal Superbonus.

I rischi più grossi

Le aziende edili annaspano e pensano di depositare i libri contabili in tribunale, i cittadini che non sanno come pagare i lavori da effettuare e, in alcuni casi, anche parte di quelli già effettuati. Il rischio per questi ultimi è che le loro proprietà vengano pignorate e messe all’asta. Si tratta di un rischio teorico, va sottolineato e ribadito, perché prima di arrivare a queste soluzioni estreme dovranno passare ancora diversi mesi e si confida sulla capacità dell’esecutivo di trovare una soluzione per porre rimedio a tali emergenze alle quali, di fatto, se ne aggiunge una che rischia di vanificare lo scopo principale dei bonus edilizi, pensati per la riqualificazione sismica ed energetica degli immobili.

Lasciare lavori a metà o lasciarli in attesa per diversi mesi prima di potere terminare le opere iniziate blocca gran parte delle riqualificazioni del patrimonio immobiliare e quindi contribuisce a

ridimensionare la natura e la portata del Superbonus il quale, al di là delle dinamiche con cui è stato attuato, parte dalla necessità di proiettare tutto il Paese verso una maggiore sostenibilità ambientale.

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