Clegg agli inglesi: «Ora diteci quali leggi volete abolire»

All’estero David Cameron, in patria Nick Clegg. Mentre il neopremier parte alla volta di Parigi, dove incontrerà oggi Nicolas Sarkozy per poi volare da Angela Merkel a Berlino nel tentativo di convincere gli alleati di essere a capo di un governo più aperto e costruttivo di quanto non siano stati dipinti gli euroscettici Conservatori - il suo vice Clegg arringa gli inglesi su quella che definisce la più «grande ristrutturazione del sistema democratico dal 1832, quando il Great Reform Act ha ridisegnato i confini della democrazia britannica estendendo il diritto di voto anche a chi non era proprietario terriero». Funziona così il nuovo governo in tandem all’ombra del Big Ben. E a Clegg è toccato ieri il compito di presentare il vasto piano di riforma che tra una settimana approderà in Parlamento con il queen’s speech.
La Gran Bretagna volta pagina e cambia politica, promette Clegg, in modo che «lo Stato abbia molto meno controllo su di voi e voi abbiate molto più controllo sullo Stato». In che modo? Eccolo il «big-bang delle riforme politiche»: non solo la Camera dei Lord diventerà finalmente una Camera elettiva e gli inglesi potranno scegliere tramite referendum il nuovo sistema elettorale. D’ora in poi il Parlamento verrà sciolto entro una data prefissata togliendo al premier il diritto di decidere la data delle elezioni, i cittadini potranno indicare quali leggi vorrebbero abolite o modificate e potranno licenziare i Parlamentari che si sono macchiati di gravi illeciti. Non solo: le carte d’identità resteranno un feticcio continentale e il piano per la loro introduzione sarà abolito, l’uso delle telecamere a circuito chiuso verrà regolamentato, la libertà di espressione sarà salvaguardata abolendo le severe norme che regolano le manifestazioni di protesta e molti reati introdotti da Blair e Brown saranno eliminati perché «non hanno reso le nostre strade più sicure».
Clegg sposa in pieno la rivoluzione della «Big Society» professata da Cameron. «Questo governo romperà le concentrazioni di potere e restituirà il potere alla gente». Stato contro società. Il vicepremier libdem conferma l’intesa di amorosi sensi con i colleghi di governo Tory: «Ho scoperto che abbiamo usato termini diversi per molto tempo, ma che hanno lo stesso significato. Liberalismo, big society. Vogliono dire la stessa cosa».
Sembra il matrimonio perfetto nonostante tutta la stampa sia in attesa delle prime scaramucce, alcune delle quali potrebbero sorgere dopo l’intervista al Times in cui Clegg ieri ha dichiarato di voler creare un sistema fiscale più giusto per i poveri e di voler aumentare le tasse ai ricchi. Poco prima aveva appoggiato la decisione di non cacciare due terroristi di Al Qaida coinvolti in un tentato attacco nel Regno Unito. Sarà divorzio? Per ora è amore o al massimo matrimonio di convenienza.

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