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Così l'Ia può portare il continente verso il futuro

Il saggio non è una riflessione sull'intelligenza artificiale e i suoi rischi, bensì un "viaggio" alla scoperta di "competenze, casi d'uso e valore nell'Europa che innova"

Così l'Ia può portare il continente verso il futuro
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Imparare a utilizzare, applicare e adottare l'intelligenza artificiale "non è semplicemente un tema tecnologico, ma soprattutto una conquista dal forte sapore culturale e formativo" dice Giuseppe Di Franco nel suo L'intelligenza artificiale per il futuro dell'Italia (Piemme, pagg. 280, euro 18,90). Di Franco è un manager del mondo digitale (è ceo del Gruppo Lutech) del quale si occupa da anni anche in veste di osservatore e studioso (è professore aggiunto della Graduate School of Management del Politecnico di Milano). Il suo saggio non è una riflessione sull'intelligenza artificiale e i suoi rischi, bensì un "viaggio" alla scoperta di "competenze, casi d'uso e valore nell'Europa che innova", il cui punto di partenza è che l'Ia sia un motore di trasformazione, di più, un "acceleratore" in grado di rendere più competitivi e all'altezza delle sfide attuali non solo i nostri pregi ma anche le nostre debolezze, laddove con "nostre" ci si riferisce all'Italia e all'Europa.

Insomma l'invito è a utilizzare concretamente l'Ia, e "adozione significa questo: non attendere una regolamentazione perfetta o un quadro etico assoluto, ma iniziare a fare, a sperimentare, a implementare in modo responsabile, guidato e consapevole". Possiamo farlo in moltissimi ambiti, "al servizio del lavoro, del benessere collettivo e del Sistema Paese": nella sanità (per le diagnosi precoci che salvano la vita), nelle piccole e medie imprese manifatturiere, nella burocrazia (per snellirla...), per diminuire i consumi energetici nell'industria, per ridisegnare i processi aziendali, per ridurre le ore sprecate in compiti ripetitivi e liberare energie per attività a maggiore valore aggiunto. Possiamo farlo soprattutto, scrive Di Franco, nella formazione e nell'istruzione: è l'"apprendimento continuo" che consente di investire davvero sul capitale fondamentale, quello umano. In questo senso, l'Ia può portare verso "un nuovo paradigma educativo", trasformando "sia il modo in cui apprendiamo sia il modo in cui insegniamo". Non basta digitalizzare i contenuti o utilizzare le tecnologie: bisogna "ripensare l'intero sistema educativo".

In Italia esiste qualche progetto pilota in una quindicina di classi, in Corea del Sud l'"Ai-Learning è già parte integrante della scuola pubblica", in Cina, Francia e Germania la rivoluzione "EdTech" è già avviata. Come sempre, il futuro passa dalla cultura.

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