A Natale si taglia il panettone, a Pasqua almeno a Napoli si affonda il coltello nel casatiello. Da CreDa Gastronomia Popolare, in via Orti 12, il grande lievitato salato della tradizione partenopea entra in carta senza troppi giri di parole: al taglio, pronto, quotidiano. Un modo diretto per riportare in tavola un classico che vive di memoria più che di nostalgia, senza operazioni di maquillage.
A prepararlo sono Crescenzo Morlando e Dario Pisani, i due chef e patròn di CreDa (che prende il nome dalle iniziali dei loro nomi) che lo definiscono "piatto del ricordo". Il loro casatiello non cerca innovazioni o avanguardie, resta quello che deve essere: un impasto ricco, concreto, costruito su tempi lunghi e gesti ripetuti. Dodici ore di lievitazione, poi la stesura, lo strutto, il pepe. Dentro, una sequenza generosa di salumi e formaggi: salame, prosciutti, mortadella, provolone del Monaco, parmigiano Vacche Rosse stagionato 28 mesi, pecorino. Più che una farcitura, un archivio domestico che tiene insieme sapori e abitudini.
La forma è quella canonica, nel "ruoto", con le uova intere incastonate in superficie e fermate da strisce di pasta. Non decorazione ma rito: il numero richiama i commensali, tra auspicio e abbondanza, in un equilibrio che sta a metà tra cucina e simbolo. Dopo 45 minuti a 180 gradi, esce un prodotto gustoso e di sostanza, fatto per chi vuole dimenticare per un giorno la leggerezza.
Per il periodo pasquale entra stabilmente nella proposta del locale: si mangia in sala o nel dehors, complice la stagione, oppure si porta via,
intero o a fette, con prenotazione consigliata. Accanto, la pastiera sempre disponibile. Milano, per qualche giorno, accorcia le distanze con Napoli. Quasi ottocento chilometri sono nulla, quando si percorrono con gusto.