Crescita migliore del previsto Nel 2010 pil all'1,2%. Ora +0,4%

Il pil italiano nel quarto trimestre del 2010 è aumentato dell’1,5% rispetto al quarto trimestre del 2009. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,4%

Crescita migliore del previsto 
Nel 2010 pil all'1,2%. Ora +0,4%

Roma - Il pil italiano nel quarto trimestre del 2010 è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% rispetto al quarto trimestre del 2009. In base a dati corretti per effetti di calendario e destagionalizzati, l'Istat conferma la stima preliminare diffusa a febbraio per il dato congiunturale e rivedendo al rialzo il tendenziale (+1,3%). La crescita acquisita per il 2011, quella che si verificherebbe per il puro effetto trascinamento del 2010 se in tutti e quattro i trimestri dell’anno si registrasse crescita zero, è pari allo 0,4%.

Il pil in continua crescita Nel 2010 il prodotto interno lordo italiano è cresciuto del 1,2%. Si registra, quindi, rispetto al terzo trimestre un rallentamento sul congiunturale (+0,3% nel trimestre precedente) e un’accelerazione sul tendenziale (+1,2% il trimestre prima). L’Istat precisa che si tratta del dato corretto per gli effetti di calendario (lo scorso anno ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2009) e rivedendo, così, al rialzo la stima preliminare diffusa il 15 febbraio, che dava il pil a +1,1%. Mentre il dato non corretto per gli effetti di calendario si attesta al +1,3%, come reso noto sempre dall’Istat già il primo marzo. L’Istituto, inoltre, aggiunge che il 2009 si era chiuso con una contrazione dell’economia del 5,2% (dato corretto per gli effetti di calendario). Tuttavia, il pil italiano nè cresciuto meno che nel complesso dei Paesi dell’area euro dove si è messo a segno un +0,3% per congiunturale e un +2% tendenziale. In Italia, invece, l’aumento rispetto al trimestre precedente è stato dello 0,1% e rispetto al quarto trimestre del 2009 del 1,5%.

Lo stato di salute dell'industria Per il valore aggiunto dell’industria in senso stretto l'Istat rileva una crescita del 4,3%, un aumento del 2,0% per l’agricoltura e dell’1,4% per i servizi, mentre il valore aggiunto delle costruzioni è diminuito dell’1,6%. Su base congiunturale l’Istituto, diffondendo i dati sui conti economici trimestrali, registra andamenti negativi del valore aggiunto sempre per le costruzioni (-0,8%). L’industria in senso stretto e il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni sono rimasti, invece, stazionari. E si rilevano aumenti congiunturali del valore aggiunto per l’agricoltura (+1,5%), per gli altri servizi (+0,7%) e per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+0,1%).

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