La lotta per la sopravvivenza di Metro-Goldwyn-Mayer arriva agli sgoccioli: dopo mesi di rumors e indiscrezioni, i creditori degli studios icona di Hollywood si riuniscono per deciderne il futuro. È probabile - secondo indiscrezioni - che optino per la bancarotta pilotata così da garantire una ristrutturazione del debito, attualmente sui 4 miliardi di dollari, propedeutica a un accordo con Spyglass.
La crisi dell'industria cinematografica e il calo delle vendite di dvd hanno accentuato le difficoltà del celebre marchio del leone che ruggisce (il cui nome è Leo the Lion), venduto già diverse volte da quando è stato fondato nel 1924. Ultima cessione in termini temporali è avvenuta all'apice della bolla di Hollywood, quando è stata rilevata da un consorzio di cui fanno parte Sony, Comcast e alcune società di private equity, quali Providence Equity Partners. Al «Leone Ruggente» fa capo la maggiore cine-libreria al mondo: oltre 4.100 titoli, oltre 10mila episodi di serie televisive e soprattutto 208 oscar.
Fondata nel 1924 dal matrimonio a tre fra Metro Pictures Corporation, Goldwyn Pictures Corporation e Louis B. Mayer Pictures, Mgm si afferma subito come star di Hollywood. Il primo film che produce è «L'uomo che prende gli schiaffi» (He Who Gets Slapped). Fra i colossal prodotti da Mgm figurano «Ben Hur» di Fred Niblo nel 1926, e «L'ammutinamento del Bounty» nel 1935. Nel 1939 dagli studios Mgm escono i due successi mondiali: il premio Oscar «Via col Vento» e il musical «Il mago di Oz».
Crisi Hollywood, il leone della Mgm verso la pensione
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