«Crociate solo contro l’alcol, non contro l’happy hour»

Nessuna retromarcia nella battaglia contro l’aperitivo alcolico. Ma nemmeno una crociata contro l’happy hour. L’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna mette i puntini sulle i ma non torna indietro nella sua lotta contro l’abuso di superalcolici da parte dei giovani. «Sono mille chilometri lontano dall’idea di una crociata contro l’happy hour - spiega - che è e rimane, anche per me, un momento di aggregazione bello, importante e significativo soprattutto in una città come Milano dai ritmi veloci e stressanti». Tuttavia c’è da affrontare il problema dei giovani e giovanissimi che iniziano a bere mojito, birra e cuba libre già nel tardo pomeriggio, per continuare fino a mezzanotte ed oltre. Il divieto di consumare alcolici imposto ai minori di 16 anni non basta. va incrementato con qualcosa di più.
«Quello che mi propongo - puntualizza Landi di Chiavenna - non è una guerra all’aperitivo milanese di per sé, che ha il merito di aver reso Milano ulteriormente famosa nel mondo, ma un incentivo a un divertirsi sano, a un bere responsabile». Come? Ad esempio con lo sconto sul buffet per chi ordina un paio di analcolici o di soft drink anziché il super alcolico che piega le ginocchia. Come a dire, aperitivo sì ma senza per forza sballarsi. «Puntiamo sulla qualità del bere, non sulla quantità, così come già facciamo per il cibo» suggerisce l’assessore comunale. Quindi la sua campagna anti alcol non ha lo scopo di scagliarsi contro i baristi e i locali dell’happy hour. «Tutt’altro - spiega - Anzi, è proprio grazie alla collaborazione con gli esercenti che siamo riusciti a impostare questa campagna. Un obiettivo raggiungibile solo con la collaborazione di tutte le forze in campo, così come stabilito nell’accordo siglato con l’Unione del Commercio che abbiamo presentato».