Un 17enne di Frattamaggiore, comune della provincia di Napoli, si trova attualmente ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione dell'Ospedale San Paolo a causa dell'assunzione del cosiddetto "miele da sballo", un potente concentrato derivato dalla cannabis.
Il minore, che lotta tra la vita e la morte, ha accusato una severa crisi respiratoria ed è stato trasportato d'urgenza in codice rosso presso il pronto soccorso dell'Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore insieme a due amici di 19 e 22 anni. In base ai primi rilievi effettuati dai militari dell'Arma, i tre giovani si erano incontrati nell'abitazione del minorenne, dove avrebbero ingerito una minima quantità della sostanza, a quanto pare solo un cucchiaino, avvertendo un malore immediato.
Il 17enne, apparso fin da subito in condizioni disperate al personale medico che gli ha prestato i primi soccorsi è stato successivamente trasferito all'ospedale San Paolo del capoluogo campano, dove resta tuttora ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata. Gli altri due ragazzi, sebbene sotto choc, non avrebbero riportato gravi conseguenze, venendo dimessi poche ore dopo il loro arrivo al pronto soccorso di Frattamaggiore. Il contenitore della sostanza gelatinosa è stato consegnato ai carabinieri dal padre del più giovane dei tre amici: i successivi esami di laboratorio sul reperto sequestrato hanno confermato la positività ai cannabinoidi.
Lo stupefacente noto col nome di "wax", "dab", "honey oil" o "miele dello sballo" altro non è che un estratto di cannabis contenente un'elevata concentrazione di tetraidrocannabinolo (Thc), il principio attivo psicotropo della pianta. Il wax (letteralmente "cera") è un estratto puro che si ricava dalle infiorescenze della cannabis. La differenza principale con la marijuana classica risiede nella potenza: se l'erba tradizionale si attesta di solito su livelli di Thc tra il 10% e il 30%, questo concentrato può facilmente superare la soglia del 70%. Visivamente somiglia a una resina densa, viscosa e dalle sfumature dorate, dettaglio da cui deriva l'appellativo di "honey oil" (olio di miele).
In genere per produrlo si utilizza il butano come solvente per estrarre i cannabinoidi ed eliminare gli altri residui vegetali della pianta: una volta estratto il principio attivo, si procede con il surriscaldamento del composto residuo, con l'obiettivo di far evaporare infine anche il solvente. Questo è uno degli aspetti potenzialmente più pericolosi, dal momento che un'estrazione amatoriale può comportare la permanenza nella sostanza di residui tossici.
Il metodo principale di assunzione è il "dabbing": si utilizzano delle "pipe ad acqua", i "dab rig", o dei vaporizzatori portatili progettati per concentrati. Una piccola quantità di wax viene posta su una superficie rovente (chiodi in titanio, quarzo o ceramica) e il vapore che si sprigiona viene immediatamente inalato.
L'assunzione può avvenire anche per "vaporizzazione", inserendo la sostanza per l'appunto in vaporizzatori specifici per wax e "oli", che riscaldano l'estratto senza bruciarlo o più raramente nel tabacco o sciolta e spalmata sulle cartine, anche se in questo modo si può disperdere gran parte del principio attivo.