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Baya "elogia" i terroristi iraniani e fa propaganda per il no al referendum

Fine del ramadan o propaganda per il no al referendum? Entrambi. A unire i due temi è il predicatore islamico e referente della moschea Taiba di Torino, Brahim Baya, lo stesso che elogia terroristi, missili iraniani e una serie di altri strumenti “democratici”

Baya "elogia" i terroristi iraniani e fa propaganda per il no al referendum
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Fine del ramadan o propaganda per il no al referendum? Entrambi. A unire i due temi è il predicatore islamico e referente della moschea Taiba di Torino, Brahim Baya, lo stesso che elogia terroristi, missili iraniani e una serie di altri strumenti “democratici”. È lui, infatti, che dal parco Dora del capoluogo piemontese, ha registrato un video in cui sostiene che “questa libertà che viviamo oggi in Italia non è un problema da accettare, è una responsabilità. Nei prossimi giorni abbiamo un appuntamento importante. Condividere è un obbligo. Difendere la libertà significa essere presenti, per non lasciare che gli altri decidono per noi. Andate a votare, partecipate e votate no”.

Un messaggio registrato in arabo (a differenza degli altri), in cui si è rivolto alla platea musulmana che ha diritto di voto e che i leader islamisti stanno cercando di arruolare in ogni modo, facendo loro credere che sia un voto contro

la Meloni. Ma, soprattutto, fingendo che sia un cambiamento antidemocratico: ma quali lezioni di democrazia possiamo accettare da chi elogia organizzazioni messe al bando dal mondo occidentale e da parte dei paesi arabi?

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