Il rinvio a giudizio disposto dalla Procura di Milano nei confronti di una ex collaboratrice di Gian Gaetano Bellavia, accusata di aver sottratto circa 900 gigabyte di dati dallo studio del professionista, ha innescato un caso politico che coinvolge i vertici della magistratura e l'informazione televisiva. Bellavia, noto commercialista esperto di reati finanziari e storico consulente delle principali Procure italiane, si trova al centro di una controversia legata al suo doppio ruolo di ausiliario dei magistrati e analista per la trasmissione Report. La professionista avrebbe copiato fra il 18 giugno e il 25 settembre 2025 un milione di file prima di andare a lavorare per due società di investigazioni.
"Mi rivolgo pubblicamente al vertice massimo della Rai perché ci rassicuri. Report sembra coinvolto in un'altra inquietante vicenda. Di che documenti disponeva Bellavia? Essendo consulente della Procura probabilmente anche di materiale riservato. Questo materiale è stato indebitamente utilizzato per inchieste televisive? Siamo di fronte a un nuovo caso di dossieraggio? Qual è il confine tra Report, trasmissione del servizio pubblico, le inquietanti attività di Gian Gaetano Bellavia, il furto che lui denuncia di questi documenti molto delicati da parte di una sua collaboratrice con la quale ha rotto i rapporti", si chiede il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, nonché membro della Commissione Vigilanza Rai e della commissione antimafia, in una nota stampa. "E quali sono i legami con la procura della Repubblica di Milano o altre procure? Mentre avviene tutto questo, Report annuncia la divulgazione ulteriore di notizie false e smentite. Si parla delle ‘piste nere’, in riferimento alle stragi, ignorando il fatto che in Commissione antimafia, all'inizio di dicembre, una ampia audizione del Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, De Luca, che proseguirà nelle prossime settimane, ha stroncato queste ipotesi, definendo inattendibili dei presunti collaboratori di giustizia e testimoni più volte citati dalla trasmissione Report", ha proseguito Gasparri.
Per questa ragione, conclude il senatore, "chiedo pubblicamente all'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, di fare chiarezza. Siamo di fronte a una vicenda torbida. Che richiede accertamenti. La trasmissione del servizio pubblico si accanisce a divulgare notizie definite false da organi, inquirenti qualificati della magistratura. Per quale ragione? E quali sono i rapporti tra Ranucci e Bellavia, quali sono i rapporti tra Bellavia e le procure della Repubblica? Sto valutando se fare una denuncia alla magistratura. Ma bisogna trovare dei magistrati attendibili e seri come quelli di Caltanissetta". Dal canto suo, Sigfrido Ranucci dichiara che "non c'è nulla di riservato di Report che è stato trafugato o sarebbe stato spostato" dallo studio del commercialista.
Sostiene si tratti "soltanto di materiale legato alla gestione dello studio da commercialista del nostro perito Bellavia. Materiale proveniente da fonti aperte, visure camerali, bilanci, documenti del genere che sono stati fatti analizzare al nostro perito".