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"Censura preventiva", "Legittimo provvedimento". Scontro Travaglio-Lucarelli su Corona

Quanto sta accadendo a seguito delle dichiarazioni di Fabrizio Corona ha separato, almeno nell'opinione sul tema, il direttore e la giurata di Ballando con le stelle, solitamente concordi

"Censura preventiva", "Legittimo provvedimento". Scontro Travaglio-Lucarelli su Corona
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Fabrizio Corona è uno degli argomenti più chiacchierati degli ultimi giorni per la nuova puntata del suo programma Falsissimo, che nelle ultime ore è stato anche attenzionato dall'Agcm. Quanto detto su Mediaset è al centro di una complicata vicenda giudiziaria, che ora vede ipotizzato anche il reato di ricettazione nel fascicolo scaturito dalla denuncia dei legali di Alfonso Signorini e con al centro l'accusa di diffamazione aggravata non solo nei confronti di Fabrizio Corona, ma anche di responsabili di Google, colosso a cui fa capo anche YouTube. Sulla figura di Corona si sono espressi in tanti in questi giorni, con toni e opinioni diverse ma il caso ora vede sui due fronti opposti anche Marco Travaglio e Selvaggia Lucarelli, solitamente convergenti nelle loro opinioni.

"È curioso che prima lo si punisse perché i suoi scoop li usava per non pubblicarli, ricattando la gente, e ora lo si punisca perché li pubblica, facendo infuriare gente che pagherebbe oro per non vederli pubblicati", è il pensiero del direttore del Fatto Quotidiano, il quale sottolinea che "un giudice civile di Milano gli ha praticamente tappato la bocca, ordinandogli di rimuovere tutti i contenuti su Signorini e vietandogli di diffonderne di nuovi". E questo, dice ancora Travaglio, "non per qualche reato già commesso, ma per quelli che potrebbe commettere in futuro. Cioè perché Signorini e Mediaset hanno chiesto che non parli di loro. Una bella pretesa, che però si chiama censura preventiva". E a chi fa notare che Corona, non è giornalista, il direttore replica: "dove sta scritto che nel villaggio iperglobale dei social possono parlare di Mediaset e di Signorini soltanto i giornalisti?".

Dall'altra parte della barricata si è posizionata Lucarelli, che nella sua newsletter ribalta quanto dice Travaglio e invece dice che "l'ordinanza – firmata dal giudice Roberto Pertile, presidente della Sezione Prima Civile – lungi dall’essere un provvedimento censura nei confronti di Fabrizio Corona rappresenta invece l’applicazione rigorosa dei limiti del diritto di cronaca e di critica previsti nel nostro ordinamento".

Dunque, aggiunge Lucarelli, "l’inibitoria disposta dal Tribunale non configura una censura di stampa, bensì un legittimo provvedimento a tutela di diritti fondamentali altrui di fronte a un abuso della libertà di espressione". Sul caso Signorini, questa mattina, Alessandro Piscopo, ex manager di Antonio Medugno, si è avvalso della facoltà di non rispondere in procura: sarebbe stato lui a consegnare le chat a Corona.

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