La giornata di mercoledì 6 maggio potrebbe essere particolarmente importante per gli sviluppi delle nuove indagini sul caso di Garlasco, anche se, come già annunciato tramite i suoi legali, l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, Andrea Sempio, si avvarrà della facolta di non rispondere.
La strategia degli avvocati dell’unico indagato, unitamente alla volontà di non rispondere alle domande dei magistrati che lo hanno convocato presso gli uffici della procura della Repubblica nella giornata di domani, si completa con la richiesta di una “consulenza personologica”, uno strumento non inusuale in ambito legale a cui si può appellare la difesa spesso prima di un interrogatorio o per controbattere a una perizia d'ufficio.
Ma in cosa consiste questo atto di natura psicologico-clinica? In breve, la “consulenza personologica” altro non è che una valutazione che in ambito forense ha lo scopo di tracciare un profilo strutturato della personalità, delle caratteristiche psicologiche e del funzionamento cognitivo ed emotivo di un individuo. Essa differisce da altri esami, come la perizia psichiatrica, in quanto non si focalizza sull’osservazione di comportamenti esterni o sulla ricerca di eventuali patologie mentali, ma sullo studio e la comprensione della struttura del carattere e delle dinamiche emotive e comportamentali che possono risultare importanti per soppesare la credibilità e la condotta dell’esaminato in contesti giudiziari.
Redatta da esperti in psicoterapia o psichiatria, la consulenza personologica è un’indagine accurata che incrocia i dati emersi dal dialogo clinico con i risultati di test standardizzati come il Rorschach o l'MMPI-2. Piuttosto che “dare la caccia” a patologie invalidanti, l'analisi si concentra sulla struttura profonda dell’individuo, scandagliando ad esempio tra personalità borderline, narcisistica o paranoide, per citarne alcune: serve a capire in sostanza in che modo i tratti distintivi del carattere influenzino le scelte e le reazioni dell’individuo nel vissuto quotidiano. Definire questi aspetti può consentire, ad esempio, di arrivare a distinguere comportamenti impulsivi da pianificati.
Da un punto di vista squisitamente forense, i risultati di questa valutazione non si potranno ovviamente sostituire alle prove raccolte dai pubblici ministeri, ma forniranno degli elementi di ulteriore interesse ai fini delle indagini per ricostruire le varie sfaccettature della personalità dell’unico indagato Andrea Sempio, individuando i
tratti stabili del suo carattere, dall’impulsività, all’empatia fino ad arrivare alla tendenza alla manipolazione, con l’obiettivo di comprendere eventualmente come questi possano aver influenzato specifici comportamenti.