Leggi il settimanale

"Continue umiliazioni, ha rovinato la relazione con mio marito". Una donna denuncia la ex suocera

Per oltre un decennio avrebbe vissuto in un clima di continue mortificazioni, accuse, interferenze e pressioni psicologiche. Così una donna ha deciso di rivolgersi all'autorità giudiziaria

"Continue umiliazioni, ha rovinato la relazione con mio marito". Una donna denuncia la ex suocera

Per oltre un decennio avrebbe vissuto in un clima di continue mortificazioni, accuse, interferenze e pressioni psicologiche. Una situazione che, secondo il suo racconto raccolto da La Stampa, avrebbe minato profondamente il suo equilibrio personale e familiare fino a spingerla a chiedere aiuto e a rivolgersi alla magistratura. È la vicenda di una donna quarantenne, madre di una bambina, che ha denunciato la madre del marito accusandola di averla sottoposta per tredici anni a una serie di comportamenti vessatori e umilianti. La querela, presentata attraverso l’avvocata Giuseppina Paragano, ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura, che ha già raccolto la testimonianza della presunta vittima e sta ora approfondendo il caso.

Un rapporto diventato un incubo

Quella raccontata negli atti non è la classica rappresentazione caricaturale dei difficili rapporti tra nuora e suocera. Al contrario, emerge il quadro di una lunga convivenza relazionale segnata da continui conflitti e da una presenza giudicata invasiva e opprimente. La donna sostiene di essere stata sottoposta per anni a comportamenti capaci di ledere la sua dignità e la sua autostima, fino a provocarle profonde sofferenze emotive. Solo dopo un lungo percorso terapeutico avrebbe trovato la forza di reagire e denunciare ciò che definisce una serie di “mortificazioni e vessazioni psicologiche che ledono la dignità umana”.

Critiche continue sul ruolo di moglie e madre

Secondo quanto denunciato, la suocera avrebbe costantemente messo in discussione le sue capacità di moglie e di madre, giudicandone ogni comportamento. Le contestazioni sarebbero state frequenti e spesso pronunciate anche davanti alla figlia della coppia. Tra gli episodi ricordati nella querela vi sarebbero quelli avvenuti durante le vacanze nella casa al mare, dove la donna si sarebbe sentita osservata e criticata in ogni occasione. Le accuse riguardavano persino il modo di vestire. La suocera, stando al racconto della nuora, la definiva “indecente” e non perdeva occasione per rimproverarla: “Non è così che si veste una madre di famiglia”. Parole che, ripetute negli anni, avrebbero contribuito ad alimentare un profondo senso di umiliazione.

Le accuse di tradimento e i sospetti infondati

Con il passare del tempo, secondo la denuncia, gli attacchi sarebbero diventati sempre più pesanti. La donna racconta che la madre del marito avrebbe iniziato ad attribuirle comportamenti mai avvenuti, arrivando a insinuare davanti ai familiari l’esistenza di presunti tradimenti. “Quando tu non ci sei, lei va a letto col vicino di casa”, avrebbe sostenuto la suocera rivolgendosi al figlio in presenza anche della nipote. Accuse che la querelante definisce completamente false e che avrebbero contribuito a deteriorare ulteriormente il clima familiare.

“Lo so che stai cercando di avvelenarmi”

Tra gli episodi riportati nella denuncia figurano anche accuse considerate particolarmente gravi dalla donna. Durante alcuni soggiorni nella casa di famiglia al mare, la suocera avrebbe lamentato improvvisi malesseri fisici, attribuendone la responsabilità alla nuora. “Lo so che stai cercando di avvelenarmi”, avrebbe detto in più occasioni. Secondo la querelante si sarebbe trattato di affermazioni prive di qualsiasi fondamento, tanto più che gli stessi pasti venivano consumati da tutti i membri della famiglia senza che nessun altro accusasse problemi di salute.

La nipote coinvolta nei conflitti familiari

Uno degli aspetti più dolorosi della vicenda, secondo il racconto della donna, riguarda il coinvolgimento della figlia nei contrasti tra adulte. La suocera viene accusata di aver utilizzato la bambina come strumento di pressione nei confronti della madre. In alcune circostanze, ad esempio, non si sarebbe presentata a prenderla a scuola nonostante gli accordi presi in precedenza, creando situazioni di disagio che avrebbero potuto ricadere sulla madre della minore. In altri casi avrebbe cercato di influenzare la nipote con frasi come: “Non parlare con la mamma di ciò che ti dico. Lei non si merita le cose belle”. Comportamenti che, secondo la denuncia, avrebbero contribuito ad alimentare tensioni e incomprensioni all’interno della famiglia.

Le minacce e il controllo

Quando la nuora tentava di opporsi o di affrontare apertamente il problema, la risposta sarebbe stata sempre la stessa. “Se non ti sta bene così, allora vattene”. Parole che, secondo la legale della donna, si inserirebbero in una dinamica caratterizzata da una costante volontà di controllo e di predominio. Nella querela si parla infatti di una modalità relazionale finalizzata a “esercitare un’autorità superiore” e a imporre la propria volontà sugli altri membri della famiglia.

Il ruolo del marito

Nel racconto della querelante emerge anche la figura del marito, figlio della donna denunciata. Secondo la sua versione, l’uomo sarebbe rimasto sostanzialmente passivo di fronte agli episodi contestati e, in alcune circostanze, avrebbe finito per schierarsi dalla parte della madre. Potrebbe però essere ascoltato dagli investigatori come persona informata sui fatti per contribuire a chiarire la dinamica degli eventi.

La richiesta di giustizia dopo anni di silenzio

Dopo tredici anni di matrimonio e di tensioni familiari, la donna ha deciso di rompere il silenzio e affidare il proprio racconto alla magistratura. Davanti agli inquirenti ha spiegato di convivere ancora con le conseguenze psicologiche di quanto vissuto e di ritenere che le continue interferenze della suocera abbiano avuto un impatto devastante sulla sua vita privata e sul rapporto con il marito.

“Lei lo ha plagiato, ha rovinato la nostra relazione”, sostiene la donna. Sarà ora l’indagine della Procura a stabilire se i comportamenti denunciati possano configurare responsabilità penali e se le accuse mosse dalla quarantenne troveranno conferma negli accertamenti degli investigatori.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica