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"Cosa c'è dietro l'appunto di Sempio". In tv un audio per sciogliere il mistero del biglietto

In tv un audio di Andrea Sempio, che corrisponderebbe a un audio inviato al giornalista Gianluigi Nuzzi a gennaio 2026: “Così ho saputo della nuova indagine”

"Cosa c'è dietro l'appunto di Sempio". In tv un audio per sciogliere il mistero del biglietto

Ci sarebbe una spiegazione nel biglietto scritto da Andrea Sempio che, secondo gli inquirenti, potrebbe rappresentare una confessione del delitto di Garlasco. Il biglietto era stato buttato non in un cestino vicino a casa propria, bensì nell’isola ecologica nei pressi del posto di lavoro dell’indagato. Tuttavia il giornalista Gianluigi Nuzzi ipotizza che si possa trattare in realtà di una scaletta per un audio inviato proprio da Sempio a Nuzzi il 31 gennaio 2026, e l’ipotesi è corroborata dall’audio che Nuzzi ha fatto ascoltare in diretta alla trasmissione “Dentro la notizia”.

L’audio di Sempio

“Una mattina stavo uscendo dalla cucina - dice Sempio nel messaggio vocale, che risponderebbe alla domanda di Nuzzi su cosa facesse quando ha scoperto dell’indagine a suo carico dalla tv - vado verso la sala e di punto in bianco compare la mia faccia sul televisore… una foto presa da una da una serata tra amici, allegro, sorridente, con sotto scritto ‘Andrea Sempio indagato’. E nello stesso momento, tutto di colpo, il cane inizia ad abbaiare come un matto, inizia a correre per casa. Fuori partono delle urla, si sentono dei colpi contro il cancello di casa, inizia a squillare il campanello continuamente, tipo sirena, poi mio padre ha dovuto staccarlo perché era un continuo. E dalla finestra che dalla sala dà fuori io vedo tutta questa folla di gente davanti al cancello, tutti pigiati che spingono contro il cancello, che chiamano il mio nome. Iniziano a squillare i nostri cellulari, perché a quel punto chissà come mai il nostro numero ce l'avevano tutti e ci sta ‘sto casino, tutti quelli fuori che gridano e sotto il televisore che continua a ripetere ‘Andrea Sempio indagato per omicidio’”.

L’intuizione di Nuzzi

Le parole dell’audio corrispondono a quelle del biglietto: Nuzzi ne aveva avuto sentore e l’aveva annunciato su Instagram ieri sera: “Amiche e amici, è successo qualcosa che mi ha lasciato davvero sconcertato. Stamattina in prima pagina sul Corriere della Sera era riprodotto un appunto scritto a mano da Andrea Sempio. Il titolo - ‘Spunta un foglio con gli appunti del delitto - e nell'articolo si riproduce quello che scrivono gli inquirenti, appunti che si ricollegano a quanto è venuto il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi. E qui, in questo appunto, si ha una sequenza di parole. ‘Inizio scoperta, da cucina a sala, cane, campanello, finestra da fuori, assassino’. Allora sembra davvero, tutti dicono: ecco, guarda che persino, non solo i soliloqui, Andrea Sempio ha scritto persino in un foglietto quello che è avvenuto nella casa di Chiara”.

Il giornalista si sarebbe accorto di qualcosa che non tornava dalla parola cane. “Poi mi sono detto: ma scusa, ma Chiara aveva un gatto, non un cane - prosegue Nuzzi sul proprio canale social - Perché ha scritto cane? Ma sono davvero gli appunti dell'omicidio di Chiara? Allora mi si è accesa una lampadina, ho chiamato la collega Martina Maltagliati e ho scoperto che quell'appunto è esattamente la scaletta che lui si era messo a scrivere per fare una clip audio, da dare a me, per il mio programma teatrale ‘La Fabbrica degli Innocenti’, e questa scaletta rispondeva a una domanda, non ‘come hai ucciso Chiara’, la domanda era, ‘quando hai saputo delle accuse della prima inchiesta, cosa è successo, puoi descrivere minuziosamente quei momenti’?”.

Presente in studio il legale di Sempio Liborio Cataliotti, che ha mostrato comprensione nei confronti degli inquirenti che potrebbero essere stati “tratti in errore” da quelle parole sul biglietto: “Se ogni cosa, un appunto, sembra riferirsi all’omicidio, si possono creare gigantesche suggestioni, che sono pericolose. Io li capisco gli inquirenti”, ha detto l’avvocato.

La vicenda di Stasi che si ripete?

Così, attraverso Instagram, Nuzzi aveva promesso ieri - e la promessa è stata mantenuta - di far sentire in tv “quell'audio che lui mi mandò di risposta, ed è incredibile, parola per parola racconta che lui era a casa, che apparve la notizia sui telegiornali, in televisione, che c'era il cane che abbaiava. Sembra una situazione kafkiana, eppure gli inquirenti scrivono ‘Appunti che si ricollegano a quanto è avvenuto il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi’. No, è una scaletta di quanto è avvenuto quando Andrea Sempio ha saputo che era indagato, via tv. A me queste cose fanno un po' paura vi devo dire, ieri ad Alberto Stasi oggi ad Andrea Sempio?”.

Il riferimento va ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Nuzzi continua sul social: “C'è una fretta, una fretta pazzesca per condannare sulla pubblica piazza Andrea Sempio, deve pagare se è l'assassino, perfino all'ergastolo, anche di più. Ma attenzione però, non facciamo gli stessi errori del passato che abbiamo fatto con persone accusate ingiustamente, e se Andrea Sempio, vedete la crasi, non sia come Stasi, vediamo se ci sono gli elementi per una revisione ad Alberto Stasi, ma attenzione a confondere un appunto scritto per rispondere a un giornalista con la confessione di un assassino. Mamma mia, inquietante”.

Situazione kafkiana è un’espressione che in effetti riecheggia in parte dell’opinione pubblica in questi giorni.

Un chiaro riferimento alla vicenda di Josef K, protagonista del romanzo “Il processo” dello scrittore boemo Franz Kafka. Quel romanzo che si conclude con una frase emblematica: “E gli parve che la sua vergogna gli sarebbe sopravvissuta”.

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