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Denise Pipitone, spunta un nuovo testimone a Milano. All'opera l'esperta del delitto di via Marsala

Ci potrebbe essere un nuovo testimone mai ascoltato: quest’uomo potrebbe fare nuova luce sul rapimento di Denise Pipitone. A trovarlo la criminologa che ha dato una svolta all’omicidio di Nada Cellal

Denise Pipitone, spunta un nuovo testimone a Milano. All'opera l'esperta del delitto di via Marsala
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La verità su Denise Pipitone potrebbe essere nelle carte. È l’ipotesi a cui sta lavorando la criminologa Antonella Delfino Pesce - la stessa che ha portato a una svolta nel caso dell’omicidio di Nada Cella. L’esperta ha messo a confronto diversi elementi, e trovato un uomo di Milano che forse potrebbe rappresentare la chiave di volta in un mistero lungo oltre un ventennio.

“Ho analizzato ogni singolo fascicolo, ogni riga dei processi conclusi con le assoluzioni, in una relazione, che purtroppo non è stata ancora abbastanza attenzionata, ho inserito la voce di chi non è mai stato sentito. Ci sono elementi che vanno in contrasto con le deposizioni processuali dell'epoca. Gli orari, la scena del crimine… tutto può cambiare”, ha detto la criminologa, che ora si augura di avviare un confronto con la procura di Marsala, durante la trasmissione “Scomparsi” su Canale 122.

Milano sembra lontana in questa vicenda, ma non lo è, non del tutto almeno. Denise Pipitone scomparve da Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, l’1 settembre 2004 all’età di nemmeno 4 anni. Più che parlare di scomparsa, sarebbe meglio parlare di rapimento, dato che una bambina così piccola non si può essere allontanata da sola e volontariamente.

Meno di due mesi più tardi, a fine ottobre 2004, una guardia giurata, Felice Grieco, nei pressi di un istituto bancario a Milano, fu attirato da un insolito gruppo di persone: gli parvero essere rom o sinti, ma tra loro c’era una bambina dall’apparente età di 4 anni, troppo imbacuccata per la stagione, che non solo parlava italiano, ma presentava un’intonazione specifica relativa alla zona di Mazara del Vallo. “Dove mi porti?”, dice la bambina a un’adulta con lei, nel video che Grieco catturò con un telefonino a conchiglia molto in voga in quegli anni, ma lontanissimo dalle riprese con gli smartphone di oggi.

A oggi la testimonianza di Grieco resta sempre come una delle più interessanti di questa vicenda, soprattutto se messa in correlazione con un altro fatto. In quegli anni, nei primi anni di ricerche, una donna di etnia rom residente a Bergamo, quindi come Milano in Lombardia, contattò le forze dell’ordine per segnalare una bambina italiana in casa di una conoscente che non era sua parente.

Purtroppo, a parte alcuni sopralluoghi, tra cui uno durante una festa, questa pista non fu approfondita più di tanto. Bisognerà attendere per capire cosa questo nuovo testimone milanese potrebbe rivelare: l’Italia torna a tenere il fiato sospeso per la piccola Denise.


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