Zakaria Ben Haddi è stato fermato dalle forze dell’ordine prima che, probabilmente, entrasse in azione. Gli investigatori sospettano che fosse pronto per colpire, in qualche modo, il Paese in cui è nato ma verso il quale è stato spinto a provare odio, esaltando lo Stato islamico. Una valanga di post, un fiume ininterrotto di commenti in omaggio al martirio per Allah e per il jihad. Predicava su Instagram e su TikTok, dove colpisce una sua frase: “Don’t blame me for what i will do tomorrow, because I’m doing the right thing”. Tradotto sarebbe: “Non datemi la colpa per quello che farò domani, perché sto facendo la cosa giusta”.
Il quadro che gli investigatori fanno di Ben Haddi è spaventoso e dipinge un 21enne nato in Italia come un soggetto fortemente radicalizzato e pericoloso per la pubblica sicurezza. È stato intercettato durante i costanti controlli sul web in una chat della cosiddetta “jihad bianca”, una delle tante della “Terza posizione” che si possono trovare su Telegram. Sono chat che convergono sulla condivisione di un nemico comune: l'allineamento geopolitico ed economico dell'Occidente, guidato dagli Stati Uniti e dal capitalismo globale e che, quindi, tengono dentro l’estremismo jihadista e l’anticapitalismo di matrice rossa e nera. Per molti teorici e militanti della Terza posizione, l'imperialismo statunitense e la finanza internazionale sono considerati la minaccia principale per l'identità e la sovranità dei popoli. Di conseguenza, qualsiasi forza che si opponga militarmente o politicamente a questa egemonia viene guardata con interesse o strumentale simpatia.
In quest'ottica, i movimenti jihadisti o i regimi islamici radicali che combattono l'influenza occidentale in Medio Oriente vengono interpretati come una forma di resistenza antimperialista, a prescindere dalle enormi differenze culturali e dottrinali.
Già dagli anni Settanta e Ottanta, diversi esponenti della Terza posizione in Europa tentarono di stabilire contatti o espressero solidarietà a governi e movimenti del Medio Oriente in chiave anti-USA e anti-Israele, dalla Libia di Gheddafi alla rivoluzione khomeinista in Iran. Oggi il terreno sul quale si sviluppano è quello dei social e delle chat crittografate.