Nelle carte firmate dalla gip di Torino Irene Giani, viene spiegato perfettamente il motivo per cui Angelo Simionato, il 22enne di Grosseto arrestato dopo la manifestazione del 31 gennaio, è stato messo agli arresti domiciliari per "concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico durante le manifestazioni", disciplinato dall'articolo 583 quater del codice penale, di recente introduzione nel codice penale. Sottolinea la giudice nel provvedimento che Il Giornale ha potuto leggere, che il 22enne è "stato immortalato" nell'ormai famoso video da 24 secondi "quale componente del gruppo autore dell'aggressione, chiaramente identificato grazie agli abiti colorati e riconoscibili che aveva indosso". La sua presenza, osserva la giudice, è "evidente", sia pure nelle "retrovie del capannello di aggressori, nel corso della prima parte dell'azione". Il video, scrive la giudice preliminare, "che si apre quando il poliziotto è già a terra, accerchiato dal nutrito gruppo di facinorosi, attesta l'iniziale presenza dell'indagato e la sua permanenza a stretto contatto con il gruppo, anche ad aggressione iniziata; subito dopo egli viene immortalato nell'atto di sospingere un soggetto più avanzato di lui in direzione dell'Agente a terra, con chiaro intento ed effetto di incoraggiamento a proseguire nell'assalto". Diversamente, per quanto riguarda ad esempio la condotta di un altro manifestante arrestato, Pietro Desideri, che la gip libera con obbligo di firma, si legge che è incensurato, che fa opere di volontariato, che non era travisato, non aveva strumenti di protezione e che nei fatti "non ha cagionato danni materiali a persone o cose". Per quanto riguarda Matteo Campaner, anche lui scarcerato con obbligo di firma, in un passaggio dell'ordinanza si legge che "il livello di offensività della sua condotta risulta allo stato contenuto", visto che nessuno degli agenti nel raggio della sua azione "veniva attinto o comunque ferito" dalle sue azioni.
Simionato e le "gravi violenze che stava realizzando"
Per quanto riguarda Simionato è evidente, per la gip, la "chiara consapevolezza da parte dell'indagato in ordine alla grave violenza che si stava realizzando". E anche visto che Simionato "si avvicinava a meno di un metro dall'Agente a terra, si ritiene che la sua condotta possa correttamente apprezzarsi nei termini di efficiente concorso morale". Conclude dunque che "l'indagato, infatti, con la propria permanenza e con la registrata azione di sospingimento, contribuiva alla realizzazione dell'evento, rafforzando e sostenendo il proposito criminoso dei correi, che materialmente colpivano l'Agente Alessandro Calista, certamente percepivano la sua presenza adesiva, pur nella rapidità dello sviluppo dell'azione". E ancora ritiene del tutto "incompatibili" i movimenti del 22enne, per come ritratti dal video, con "l'ipotesi che in quel momento egli stesse scappando, come invece da lui spontaneamente dichiarato in sede di convalida".
La giacca a vento rossa che l'ha reso identificabile
Nell'atto si ricostruisce che il video "si apre con l'operatore di Polizia già a terra, circondato da circa venti facinorosi, di cui almeno 5 intenti a colpirlo. A breve distanza si vede chiaramente un individuo indossante jeans chiari con vestibilità abbondante, una giacca a vento rossa con maniche con banda longitudinale nera, e alcuni inserti bianchi e grigi, una coppola verde calzata". Proprio gli abiti indossati dal ragazzo, rintracciato in via Foggia poco dopo, lo hanno reso riconoscibile e identificabile dalla polizia. Le altre immagini agli atti "attestano il coinvolgimento diretto di Simionato anche nelle fasi successive dello scontro, immortalandolo intento nel lanciare un oggetto non meglio definibile contro lo schieramento della forza pubblica, posto da lui a una distanza di circa 10 metri".
Il lancio verso gli agenti
Si legge ancora: "La dinamica del lancio posto in essere dal Simionato, che agiva contestualmente a numerosi altri soggetti, posizionati in schieramento e intenti a raccattare da terra pietre e altri oggetti e a lanciarli contro gli operanti, risulta chiaramente evincibile dalla visione del filmato".
Per la gip, che riporta l'annotazione di pg, in quei frangenti "erano infatti in corso simultanei e ripetuti lanci di pietre, bottiglie, grossi pezzi di plastica e di un segnale stradale, da parte di un gruppo di oltre un centinaio di soggetti violenti, contro le forze di polizia".