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Eredità Agnelli, nuovo colpo di scena: Ferrero rinuncia a patteggiare

I legali dello storico commercialista della famiglia Agnelli: "Il gip ha sostanzialmente accolto le nostre osservazioni". Un mese fa il rigetto della richiesta di archiviazione per Elkann

Eredità Agnelli, nuovo colpo di scena: Ferrero rinuncia a patteggiare
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Dopo il rigetto della richiesta di archiviazione per John Elkann, arriva un altro colpo di scena nell'inchiesta sull'eredità Agnelli. I legali di Gianluca Ferrero, storico commercialista della famiglia, hanno revocato la richiesta di patteggiare una pena pecuniaria di 73mila euro. I pubblici ministeri avevano espresso parere contrario e la giudice Giovanna de Maria ha accettato la proposta della difesa.

"Il gip - ha spiegato l'avvocato Marco Ferrero, del pool difensivo di Ferrero - ha sostanzialmente accolto le nostre osservazioni. Si torna indietro e si faranno le valutazioni del caso". Per i legali il passo si è rivelato necessario in quanto si sarebbe creata una "situazione ballerina". Ferrero è accusato di avere collaborato con Elkann a ingannare il Fisco sulla residenza della nonna Marella Agnelli, la vedova dell'Avvocato. Una situazione che avrebbe comportato un danno economico per la madre di Elkann, Margherita (che si è poi risposata con Sergio De Pahlen e ha avuto altri figli da un secondo matrimonio). Alla morte dell'Avvocato, questa la tesi della figlia, ha rinunciato alle sue pretese sull'eredità in cambio di un accordo da un miliardo circa, tra contanti, immobili e opere d'arte, ma senza conteggiare appunto quei redditi che le sarebbero stati nascosti dai figli e dalla madre. L'accordo, firmato in Svizzera nel 2004, non sarebbe quindi valido, a suo avviso.

Visto che a dicembre è stata ordinata l'imputazione coatta per il numero 1 di Stellantis, sulle presunte dichiarazioni infedeli degli anni 2018 e 2019 (Donna Marella è mancata a febbraio 2019), allora la difesa del commercialista ha ritenuto di gettare nuovamente la palla nel campo della procura perché si arrivi a nuove valutazioni e conclusioni. Intanto a febbraio - dopo la richiesta di rinvio a giudizio della procura- ci sarà una nuova udienza davanti al giudice per discutere la messa alla prova per Elkann, che ha già pagato 183 milioni di euro al fisco. L'accordo potrebbe sfumare. Dopo avere eliminato le conseguenze dannose del reato (il versamento plurimilionario nel caso in questione), Elkann avrebbe dovuto svolgere un lavoro utile alla collettività.

Con questa situazione, rischia di sfumare la proposta del presidente della Juventus di mettere la sua esperienza di manager al servizio dei giovani alunni dei padri Salesiani. Dieci mesi di tutoraggio, in cambio dell'estinzione del reato. La parola al giudice.

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