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Escort, i fari dei pm anche sui locali

Quasi 30 indirizzi a Milano. Analisi sui rapporti con la Ma.De. Gli indizi sul Pineta

 Escort, i fari dei pm anche sui locali
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Non ci sono solo i nomi dei divi del pallone nell'elenco di parole chiave che la Procura di Milano sta utilizzando per analizzare i telefoni sequestrati a Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, arrestati lunedì come gestori di una rete di squillo di alto bordo. Negli smartphone e negli altri dispositivi informatici della coppia gli specialisti della Guardia di finanza stanno cercando le tracce anche di una pista considerata interessante: ricostruire i rapporti tra la Made Luxury Concierge (l'agenzia di eventi e serate di Buttini) e una lunga serie di locali della movida milanese. Sono, secondo le indagini delle Fiamme gialle, i punti di incontro tra i calciatori e le ragazze reclutate dalla agenzia, in vista di feste destinate spesso a concludersi con sedute di sesso a pagamento.

L'inserimento dei nomi dei locali tra le parole chiave significa che gli inquirenti considerano importante capire che

ruolo svolgessero effettivamente i locali e i loro gestori: se fossero cioè inconsapevoli del tipo di servizi illeciti forniti dalla Ma.De, o se invece ne fossero al corrente e li tollerassero, come una sorta di fringe benefit garantito alla clientela vip. Secondo le accuse, Ronchi e Buttini si occupavano dei «i rapporti con i gestori/proprietari dei locali con cui collaborano e con cui tengono periodicamente riunioni, fornendo in quelle occasioni indicazioni operative anche al personale del locale».

L'elenco nei locali compare nell'allegato al decreto di perquisizione, subito dopo le possibili prestazioni e l'elenco dei calciatori (reso noto l'altro ieri dal Giornale). Anche qui, come per i calciatori, non c'è traccia di ipotesi di reato: a essere indagati sono per ora solo Buttini, la Ronchi e una manciata di collaboratori. Ma la lista aiuta a capire quanto il «giro» fosse presente nei locali più brillanti della Milano by Night. La lista comprende quasi 30 indirizzi. Si va dal Basho-Chapiso, location fusion di via Valtellina, agli argentini Porteño e Botinero, al Martini di Dolce & Gabbana in corso Venezia, alla Langosteria, al Voya Rooftop, a molti altri: tutti locali celebri e di successo, ultrapatinati, rispettabili. Che però - questo il sospetto degli inquirenti - erano divenuti l'acqua di pasturo dei Buttini-Ronchi per agganciare clienti ad alta capacità di spesa, a partire dai

giovanotti milionari della serie A. È qui che il gip Chiara Valori annota: «Le indagini hanno consentito di individuare una nutrita serie di ristoranti e locali della movida milanese presso cui il sodalizio è solito prenotare tavoli o organizzare cene per i propri clienti, fornendo a richiesta anche l'accompagnamento femminile». Un caso a sé è quello del Pineta Milano, il luxury club di via Messina, in una zona semi centrale della città, che aveva un privé e anche un «super privé». E che era la gallina dalle uova d'oro per la coppia Buttini-Ronchi. Gli atti: «Nel fine settimana il privé del Pineta è in gestione all'agenzia Ma.De, che assicura le presenza di ragazze disponibili anche per prestazioni sessuali riservate ai clienti più facoltosi». I festini del Pineta fruttavano agli indagati una grossa parte dei profitti.

Il fatturato dell'agenzia della coppia era «alimentato quasi interamente» dalla Carpa srl, società «riferibile a tale Giovanni Urso (non indagato, ndr)» che gestisce il locale. Ai quattro indagati finiti ai domiciliari sono stati sequestrati 1,2 milioni di euro. Di questi, quasi 758 arrivano dal club, 200mila direttamente dai giocatori.

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