Leggi il settimanale

Foto rubate alle amiche e ricerche sul "satanismo": il Sempio inedito ritratto dagli investigatori

La nuova ricostruzione del delitto messa nero su bianco dai carabinieri. Il profilo del 38enne tracciato dagli investigatori basato sulle ricerche internet e le accuse di avere rubato foto intime

Foto rubate alle amiche e ricerche sul "satanismo": il Sempio inedito ritratto dagli investigatori
00:00 00:00

Andrea Sempio "frequentava raramente la casa dei Poggi e, tenendo fede alle molteplici dichiarazioni sul punto, risulta esser stato il solo della compagnia a frequentare con certezza, in quelle rare volte, la camera di Chiara per usare il suo pc". Lo si legge nell'informativa dei carabinieri da poco depositata nell'inchiesta bis su Garlasco. La ricostruzione degli investigatori del nucleo è la seguente: "La mattina del 13 agosto 2007 Sempio si è recato presso la villetta di via Pascoli con l'intento di avere un approccio sessuale con Chiara sapendo che la stessa era da sola e, non potendo immaginare la presenza di Stasi a Garlasco - il quale era rientrato da Londra soltanto la sera del 4 agosto". Si legge ancora che l'omicidio non fu "certamente premeditato" ma si è configurato "per un effetto domino" a seguito di un rifiuto da parte della vittima. Prima, avrebbe colpito la ragazza "colpendola probabilmente a mani nude, infierendo poi con uno strumento reperito sul posto".

L'impronta 33

Chiara Poggi avrebbe provato a opporre una "estenuante difesa", "anche dimenandosi quando viene afferrata per le caviglie" tanto da trattenere su due unghie il dna dell'aggressore "compatibile in linea paterna con l'aplotipo Y di Sempio". Questo invece pensano gli inquirenti della ormai nota impronta 33, ritrovata sul muro che porta alla cantina dove è stata ritrovata la 26enne. "Si sarebbe ripulito parzialmente facendo ritorno nel vano scale e generando cosi la traccia 33 palmare sulla parete, assumendo quindi una posizione di osservazione. La traccia 33 veniva difatti generata da una mano bagnata, attese le spine e i satelliti che si sono generati in prossimità del punto di impatto delle dita; si è ragionevolmente servito del lavabo della cucina".

L'orario della morte

Si legge ancora che le "conclusioni" della relazione medico legale di Cristina Cattaneo "forniscono una finestra temporale" per la morte di Chiara Poggi "tra le 7 e le 12.30" del 13 agosto 2007, date "le evidenze scientifiche più solide", che va parametrata col dato del disinserimento dell'allarme da parte della ragazza alle 9.12. Vengono individuate, dunque sulla base degli "approfondimenti" della professoressa, due "fasce orarie" in cui Andrea Sempio potrebbe aver commesso l'omicidio: tra le 9.12 e le 9.58 (quando il ragazzo chiama un amico) e tra le 9.58 e le 11.25 (quando viene chiamato dai genitori). La finestra temporale non esclude Alberto Stasi dalla scena del crimine: l'ex studente bocconiano quella mattina è stato davanti al computer per scrivere la tesi dalle 9.35 (orario in cui accende il computer), alle 12.20.

I video rubati alle amiche

Per tracciare il profilo di Sempio, gli investigatori scrivono che si inserì abusivamente nel telefono di due amiche per impossessarsi "illecitamente delle sue foto e video intimi". Gli investigatori mettono in rilievo, oltre ad agende, appunti, manoscritti, anche "navigazioni internet" in cui mostra il suo interesse per il "satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l'esame autoptico e i fenomeni cadaverici". Tra le immagini messe in evidenza, una ricerca immagini che restituì quella ormai nota dell'agnello sacrificale, pubblicata in seguito su Facebook il 12 dicembre 2015 dopo la condanna definitiva di Stasi. Cioè quella che appare dopo la ricerca "Altamira painting hands", che restituisce il risultato delle pitture rupestri nella cava di Altamira.

L'atto giudiziario parla di suggestione, ma colloca l'elemento in un "insieme organico di eventi e comportamenti", ricordando due elementi: l'assassino di Chiara Poggi "si è sporcato le mani con il sangue della vittima", inoltre "uno degli elementi più dibattuti nel corso del processo di rinvio a carico di Stasi fu appunto il Dna sulle unghie di Chiara".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica