Andrea Sempio "frequentava raramente la casa dei Poggi e, tenendo fede alle molteplici dichiarazioni sul punto, risulta esser stato il solo della compagnia a frequentare con certezza, in quelle rare volte, la camera di Chiara per usare il suo pc", un aspetto questo "emerso dalle dichiarazioni di Marco Poggi e dello stesso indagato, oltre che dalla presenza sul pc di Chiara di un video che venne girato presso la scuola di Sempio". Lo si legge nell'informativa dei carabinieri da poco depositata nell'inchiesta bis su Garlasco. La ricostruzione degli investigatori del nucleo è la seguente: "La mattina del 13 agosto 2007 Sempio si è recato presso la villetta di via Pascoli con l'intento di avere un approccio sessuale con Chiara sapendo che la stessa era da sola e, non potendo immaginare la presenza di Stasi a Garlasco - il quale era rientrato da Londra soltanto la sera del 4 agosto (ndr, serata in cui Sempio non si era certamente visto con Marco Poggi, attesa la partenza di quest'ultimo all'alba del 5 agosto)".
Scrivono gli investigatori che l'omicidio non fu "certamente premeditato" ma si è configurato "per un effetto domino" a seguito di un rifiuto da parte della vittima. Prima, avrebbe colpito la ragazza "colpendola probabilmente a mani nude, infierendo poi con uno strumento reperito sul posto". Chiara avrebbe provato a opporre una "estenuante difesa", "anche dimenandosi quando viene afferrata per le caviglie" tanto da trattenere su due unghie il dna dell'aggressore "compatibile in linea paterna con l'aplotipo Y di Sempio". Il killer si sarebbbe quindi ripulito "parzialmente facendo ritorno nel vano scale e generando cosi la traccia 33 palmare sulla parete, assumendo quindi una pisizione di osservazione. La traccia 33 veniva difatti generata da una mano bagnata, attese le spine e i satelliti che si sono generati in prossimità del punto di impatto delle dita; si è ragionevolmente servito del lavabo della cucina".
Per tracciare il profilo di Sempio, gli investigatori scrivono che si inserì abusivamente nel telefono di quest'ultima e di un'altra per impossessarsi "illecitamente delle sue foto e video intimi". Gli investigatori mettono poi in rilievo le numerose "navigazioni internet" che palesano un suo interesse per il "satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l'esame autoptico e i fenomeni cadaverici". Tra le immagini messe in evidenza, una ricerca immagini che restituì quella ormai nota dell'agnello sacrificale, pubblicata in seguito su Facebook il 12 dicembre 2015 dopo la condanna definitiva di Stasi. Ma "quella che appare dopo la ricerca "Altamira painting hands", che restituisce il risultato delle pitture rupestri nella cava di Altamira.
L'atto giudiziario parla di suggestione, ma colloca l'elemento in un "insieme organico di eventi e comportamenti", ricordando che l'assassino di Chiara Poggi "si è sporcato le mani con il sangue della vittima", nonché che "uno degli elementi più dibattuti nel corso del processo di rinvio a carico di Stasi fosse stato appunto il Dna sulle unghie di Chiara".