Assolto due volte, poi condannato in via definitiva. È partendo da questo cortocircuito giudiziario che il ministro della Giustizia Carlo Nordio commenta il delitto di Garlasco e la condanna di Alberto Stasi. A margine di un convegno, Nordio ha definito “paradossale” la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi, sottolineando come una persona possa essere condannata anche dopo essere stata assolta sia in Corte d’Assise sia in Corte d’Appello. “Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d’Assise e da una Corte d’Appello?”, ha dichiarato il ministro, facendo riferimento al percorso processuale che ha portato alla condanna definitiva di Stasi.
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Nordio ha quindi criticato l’attuale impianto normativo, sostenendo che la situazione derivi da una legislazione che “dovrebbe essere cambiata”, anche se, ha ammesso, intervenire sul tema resta complesso. “Una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l’intervento di nuove prove, poi essere condannata”, ha aggiunto il guardasigilli.
Le parole del ministro riaccendono il dibattito sul sistema processuale italiano e sul principio del ragionevole dubbio, tornando a far discutere uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi anni.
"Oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro, sulla base di prove per le quali - sempre secondo l'accusa - l'autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo. Ripeto: una situazione anomala che diciamo raramente si vede e io non l'ho mai vista", ha continuato il ministro. Specificando, poi, che "nessuno, questo lo sappiamo bene, può ovviamente pronunciarsi su un procedimento in corso".
E ha concluso: "È chiarissimo che io non ho la più pallida idea, e anche se l'avessi non lo direi, della dinamica del delitto e soprattutto del suo autore. Però ho un'idea invece chiara sulla dinamica della nostra legislazione che è sbagliata".