Il quotidiano di De Benedetti si fa riscrivere gli articoli dai pm

Per la Procura, Laudati e Striano prima giravano i «pezzi» al «Domani», poi facevano partire le inchieste

Il quotidiano di De Benedetti si fa riscrivere gli articoli dai pm
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Il quotidiano Domani o meglio il suo «team investigativo» si faceva leggere e correggere gli articoli dal capo dell’Antimafia Antonio Laudati e dall’ufficiale della Giudiziaria Pasquale Striano, i quali erano anche le fonti segrete degli articoli stessi che poi utilizzavano, una volta pubblicati sul quotidiano di Carlo De Benedetti, per aprire le indagini che volevano: questa la tesi sostenuta dal procuratore capo Raffaele Cantone e dalla sostituta Laura Reale, e noi speriamo che non sia vero: perché altrimenti del giornalismo non rimarrebbe davvero più nulla.

L’addebito è contenuto nelle pagine 5 e 6 dell’invito a comparire per Antonio Laudati, ex capo della Dna (Direzione nazionale antimafia) laddove Striano è invece indicato come «comandante del Gruppo S.o.s. nella formazione della proposta di attivazione di un dossier», uno dei tanti. Ecco lo schema ipotizzato da Cantone: attorno al 31 maggio 2021 Laudati commissiona a Striano degli accertamenti su alcune vicende che lo toccano da vicino (fatti delittuosi a Santa Severa, cittadina sul litorale romano dove lui, Laudati, ha una casa) sinché il dossier pre-investigativo viene passato al cronista Federico Marconi del Domani (indagato assieme al colleghi del «team investigativo») e una bozza dell’articolo di Marconi, non ancora pubblicato, viene passata in data 9 ottobre 2021 prima a Striano e poi da quest’ultimo a Laudati. I due, nell’inedito ruolo di capiredattori, dopo averlo già letto, assistono alla pubblicazione dell’articolo il 26 ottobre successivo e proprio quel giorno lo utilizzano, assieme a un altro articolo uscito sul Messaggero online, per far partire un «atto di impulso» (protocollo 4024/2022/PN) all’attenzione del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Tramite questo schema, secondo Raffaele Cantone, il Laudati si è procurato «un ingiusto vantaggio patrimoniale» essendo proprietario di un immobile situato nella zona «ove si evidenziavano, con il predetto dossier, infiltrazioni della criminalità organizzata». Si legge: «La pubblicazione dell’articolo del 26.10.2021 era stata caldeggiata dallo stesso Laudati attraverso Striano tramite i contatti di quest’ultimo con il giornalista Marconi; lo Striano stesso, difatti, in data 9.10.2021, aveva anticipato una bozza dell’articolo». In pratica Domani, dopo aver mostrato una bozza del citato articolo a chi glielo aveva sostanzialmente costruito e commissionato (Laudati e Striano) finalmente lo pubblica il 26 ottobre, dopodiché il procuratore e l’ufficiale «provvedevano a formare una richiesta apertura dossier pre -investigativo», inviata il giorno stesso, in cui «attestavano falsamente che l’origine degli approfondimenti era da individuarsi nell’uscita di due articoli di stampa pubblicati» sul Messaggero e soprattutto, riveduto e corretto, sul Domani.

Nota: a scrivere su quest’ultimo quotidiano dell’inchiesta sui dossier dell’Antimafia, in questi giorni, è sempre lui, Federico Marconi. Incipit di un suo articolo pubblicato sul Domani in data 6 marzo scorso: «Mandanti, dossier, e caccia agli informatori delle notizie pubblicate dalla stampa».

Chissà, prima di pubblicarlo, a chi l’hanno fatto rileggere.

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