Prende corpo l'ipotesi dell'errore umano, causato da un malore oppure da distrazione da cellulare, nelle indagini sul deragliamento di un tram lo scorso 27 febbraio che ha causato la morte di due persone e il ferimento di 54. Dai primi accertamenti, infatti, non è emerso nulla di riconducibile a un'anomalia tecnica nel funzionamento del mezzo pubblico. Lo scambio e la relativa lanterna, ovvero il segnale luminoso specifico che indica la direzione impostata delle rotaie per gli scambi, sono risultati perfettamente funzionanti. Anche il sistema di frenata di sicurezza installato sul tram, uno di quelli di ultima generazione e difficilmente con anomalie tecniche, non è mai entrato in funzione prima che il conducente perdesse il controllo del mezzo.
Cosa può essere accaduto
Le ipotesi più concrete si fanno strada oggi sono quelle del malore e della distrazione da cellulare. Il conducente del mezzo infatti si era fatto male nel sollevare una carrozzina (un trauma all’alluce sinistro) per farla salire nel tram. Ma le indagini si concentrano anche sull'analisi del cellualare: dai tabulati non sono emerse telefonate al momento dell'incidente, ma mancano ancora gli accertamenti sul traffico dati, da cui potrebbero emergere eventualmente navigazioni sul web o telefonate via internet.
Le ipotesi
È soltanto un’ipotesi quella di pochi ma fatali secondi della guida distratta dallo schermo di uno smartphone: l’autista, che rimane indagato per disastro ferroviario, lesioni e omicidio colposo, aveva effettuato le ultime telefonate prima di mettersi alla guida e poi soltanto dopo lo schianto. Quindi, i tabulati telefonici non hanno riscontrato che stesse parlando al telefono durante l’orario lavorativo ma questo non vuol dire che gli occhi possano essere finiti, anche per pochi secondi, sullo schermo del telefono distraendolo dalla guida. A occuparsi della superconsulenza per la Procura sarà il prof.
Fabrizio D’Errico del Politecnico di Milano chiamato a rispondere a quanto avvenuto sul deragliamento del tram. Si tratta di un esperto di questo genere di disastri visto che già, nel 2018, si era occupato della strage di Pioltello.