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"Vi spiego perché quanto avvenuto a Torino è terrorismo". Le parole di Andrea Cecchini

Il commento sulle violenze e la guerriglia del funzionario e segretario nazionale del sindacato di Polizia “Italia Celere”

"Vi spiego perché quanto avvenuto a Torino è terrorismo". Le parole di Andrea Cecchini
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"Vi stiamo dicendo che le forze dell'ordine non vogliono essere abbandonate dallo Stato di fronte al terrorismo". È un grido d'allarme, quello lanciato su Tik Tok da Andrea Cecchini, del sindacato di polizia “Italia celere”. Il riferimento è ovviamente alla guerriglia di Torino di sabato e alle violenze contro la polizia da parte degli antagonisti. Secondo Cecchini, che ha frequentato le piazze di tutta Italia, rischiando in prima persona, non vi è differenza tra "No tav, black bloc e altri manifestanti", che si "vestono tutti allo stesso modo, usano le stesse armi e le stesse tecniche di combattimento".

@andreacecchini60 Era terrorismo, come sempre del.resto E noi vi diciamo che bisognava intervenire subito, altrimenti è come se lo Stato, ogni volta, si consegnasse alle violenze dei terroristi, chiamiamoli col nome loro. Il nostro appello allo Stato @Giorgia Meloni @Nicola Porro @il Giornale @liberoquotidiano @Il Tempo @Marco Rizzo @robertovannacci @Giuseppe De Lorenzo @Daniele Capezzone #askatasuna #polizia #sicurezza #CapCut ♬ suono originale - Andrea Cecchini

Tecniche che sono di derivazione "bellica" e che vengono poi riportate sulle strade e che gli agenti di polizia si ritrovano a fronteggiare ogni volta. Si tratta di "terrorismo", è la conclusione di Cecchini. Un'accusa che deve reggere fino ai tre gradi di giudizio, perché vi sia giustizia, dice in sostanza nel suo video sui social. "Se il poliziotto che spara per difendere la sua vita (il riferimento è a quanto avvenuto a Rogoredo, ndr) è stato accusato di omicidio volontario, rischiando una pena tra i 21 anni e l'ergastolo, a questi manifestanti bisogna dare il terrorismo. Hanno quasi ucciso un poliziotto e lo fanno sempre, le modalità sono sempre le stesse” e per di più con una "regia". I manifestanti "scendono in piazza travisati, devastano la città, lanciano molotov e bombe carta".

Ecco perché "lo Stato deve dimostrarci che è vicino ai poliziotti" perché "di fronte al terrorismo si può agire solo con la forza dello Stato, prima che succeda qualcosa di irreparabile. Ieri sono arrivati vicinissimi a quell'oltre. Vi stiamo dicendo che non vogliamo essere abbandonati dallo stato di fronte al terrorismo”.

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