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Airbus, fermati 6mila aerei a rischio

Allerta software: "Le radiazioni solari impattano sul volo". Corsa all’aggiornamento

 Airbus, fermati 6mila aerei a rischio
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Tira un sospiro di sollievo il produttore europeo di aeromobili Airbus dopo i forti timori per circa 6.000 velivoli finiti a terra per via di un software di controllo difettoso. La maggior parte degli aerei ha subito un aggiornamento la notte scorsa, evitando così rischi per i passeggeri e perdite in borsa, mentre solo 100 resterannno negli hangar per un periodo prolungato, in attesa della sostituzione del pezzo in questione, come dichiarato dal Ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot.

Venerdì scorso dalla società era partita una richiesta urgente di sostituire il software vulnerabile su 6.000 aeromobili A320, ovvero più della metà della flotta mondiale che di recente ha superato il Boeing 737, diventando il modello più consegnato del settore. Al contempo era stato chiesto a tutti i clienti che utilizzano questo software di controllo, vulnerabile alle radiazioni solari, di «interrompere immediatamente i voli», aggiungendo che l’aggiornamento software «abbastanza rapido» poteva «essere eseguito da remoto».

Lo scorso 30 ottobre il primo campanello di allarme, dopo un disguido su un volo JetBlue tra

Cancún, in Messico, e Newark, nei pressi di New York a seguito del quale l’A320 era stato costretto ad un atterraggio di emergenza a Tampa, in Florida, dopo aver improvvisamente iniziato a inclinarsi verso il basso senza che i piloti potessero fare nulla. Il bilancio è stato di 15 passeggeri feriti. Il richiamo parziale in queste ore ha bloccato centinaia di voli in Asia e in Europa e ha messo a rischio i viaggi negli Stati Uniti durante il weekend più trafficato dell’anno legato al giorno del Ringraziamento, mentre in Europa di fatto è questo il primo fine settimana natalizio. Anche l’aereo del Papa, in Turchia per la visita ufficiale di Leone XIV è stato interessato al richiamo internazionale, per questa ragione un componente verrà sostituito sull’aereo, «che verrà trasportato a Istanbul insieme a un tecnico che eseguirà la sostituzione », come spiegato dalla Sala Stampa del Vaticano.

Ai passeggeri in attesa in moltisimi aeroporti è stato detto di aspettarsi disagi «limitati» al traffico nel fine settimana, mentre l’organismo di controllo dell’aviazione statunitense ha emesso un ordine di emergenza per sostituire o modificare immediatamente il software, rispecchiando quello

dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea. «Airbus si è assunta le sue responsabilità e ha giocato fino in fondo la partita della trasparenza », ha detto trionfalmente il ministro francese. «Voglio scusarmi sinceramente con i clienti e i passeggeri delle nostre compagnie aeree che sono stati colpiti in questo momento», ha scritto il Ceo di Airbus Guillaume Faury sui social.

Chi avrebbe potuto approfittare del disservizio è Comac, il player cinese che vorrebbe dare una scossa alla competizione tra Boeing e Airbus.

Nella propria flotta ha a disposizione la copia esatta dell’A320: si chiama Comac 919 e presenta notevoli affinità con l’Airbus, come il design, l’impostazione generale, le misure interne ed esterne. E anche se l’assemblaggio del velivolo avviene nello stabilimento cinese di Shanghai Pudong, i componenti principali sono prodotti all’estero.

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