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Chi era El Mencho, il re dei narcos del CJNG che ha insanguinato il Messico

La morte di Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, riapre la partita tra i cartelli messicani. Dalle origini rurali alla guida del CJNG, così è diventato uno dei narcos più potenti e violenti del Paese

Chi era El Mencho, il re dei narcos del CJNG che ha insanguinato il Messico
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La sua morte ha scatenato il caos in Messico, segno che Nemesio Oseguera Cervantes, meglio noto come "El Mencho", non era un uomo qualunque. Per anni è stato uno dei narcos più noti e temuti del Paese, a capo del potente cartello Jalisco New Generation Cartel (CJNG). Di umili origini, nato nelle zone rurali dello Stato occidentale di Michoacán, Cervantes è riuscito in poco tempo a costruire una carriera importante nel mondo del narcotraffico, un’ascesa ottenuta con aggressività, brutalità e spietatezza.

Dalle origini in Michoacán all’ascesa nel narcotraffico

A 59 anni, El Mencho aveva avuto contatti con la criminalità organizzata fin dagli anni ’80, poco prima di entrare clandestinamente negli Usa, quando aveva lavorato come coltivatore di marijuana nel suo stato natale. Nel corso degli anni ’90 finisce nel mirino della polizia americana diverse volte, con arresti per droga in California, prima di subire una condanna a diversi anni di carcere.

Rilasciato nel 1996, viene deportato in Messico poco più che trentenne. In un primo momento prova a lasciare il mondo del narcotraffico e diventa poliziotto nei centri di Cabo Corrientes e Tomatlán, nello stato di Jalisco, ma dura poco. Lascia la forza pubblica e inizia a lavorare per il cartello Milenio, dove comincia a scalare le gerarchie anche grazie al matrimonio con Rosalinda González Valencia, figlia di uno dei leader del gruppo.

giovane mencho
Le foto segnaletiche del giovane Mencho scattate negli anni '80 negli Usa

In poco tempo, ha scritto la Bbc, è stato in grado di scalare le gerarchie grazie alla reputazione di affiliato calcolatore e crudele. Sopravvissuto a una violenta guerra tra cartelli che ha visto contrapposti Milenio e Los Zetas, El Mencho è stato abile nel gestire la frammentazione del cartello e nel costruire una leadership per la sua riunificazione sotto il nome Jalisco New Generation Cartel. Un’operazione realizzata attraverso alleanze potenti con altri clan vicini al cartello di Sinaloa di El Chapo Guzmán.

La leadership del CJNG e la guerra dei cartelli

Riunificati i pezzi del cartello, Nemesio Oseguera è stato abile nel mescolare una costante espansione territoriale con nuove attività sempre più redditizie, un mix che ha reso il CJNG uno dei cartelli criminali più potenti del Messico. Ad aiutare la sua ascesa come signore della droga è stato anche il collasso del cartello di Sinaloa dopo la cattura ed estradizione di El Chapo. Una situazione che ha permesso al Jalisco New Generation Cartel di allargarsi nel mercato delle droghe sintetiche, in particolare gestendo parte dei flussi di fentanyl diretti verso gli Stati Uniti.

Nel corso degli ultimi anni il CJNG si è contraddistinto per essere uno dei gruppi criminali più violenti e meglio armati del Paese, diventando uno dei primi a utilizzare esplosivi lanciati da piccoli droni (come avviene nella guerra in Ucraina). Nel 2015 un tentativo di catturare Cervantes da parte dell’esercito messicano si era concluso con un clamoroso flop e un elicottero abbattuto a colpi di lanciarazzi.

Considerato uno dei signori della droga più pericolosi, responsabile del traffico di fentnayl, cocaina, metanfetamina negli Stati Uniti, El Mecho era nel mirino di Washington da tempo, con una taglia di 15 milioni di dollari sulla testa che ne faceva uno dei narcos più ricercati di sempre.

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